Le origini del conflitto: tre fattori chiave
Alla fine dell'800, la Palestina storica era abitata principalmente da popoli arabi (80%), cristiani (15%) ed ebrei (5%). Era una società agricola e pastorale, ben diversa da quella che conosciamo oggi.
Tre eventi hanno cambiato tutto. Il flusso migratorio ebraico verso la Palestina iniziò a causa delle persecuzioni della Russia zarista e dell'ondata antisemita europea - un tipo di razzismo trasversale che non aveva confini. Il pensiero sionista di Theodor Herzl promosse l'idea del "ritorno alla terra dei padri", creando un sentimento comune di appartenenza. Infine, l'elezione del sindaco antisemita Karl Lueger a Vienna confermò il clima di odio imperante in Europa.
Le prime tappe verso la Palestina furono concrete: nel 1891 nacque la Jewish Colonization Association, nel 1897 il Congresso di Basilea fondò l'Organizzazione mondiale sionista per creare "una casa in Palestina per il popolo ebreo". Dal 1904 al 1914 iniziarono le emigrazioni di massa, mentre nel 1917 la Dichiarazione Balfour promise un "focolare ebraico" in Palestina in cambio del sostegno americano nella Prima Guerra Mondiale.
Ricorda: All'epoca della Dichiarazione Balfour, gli ebrei erano solo l'8% della popolazione palestinese e possedevano il 3% delle terre.











