Augusto e la fondazione del principato
Immagina di dover trasformare un intero sistema politico senza scatenare una guerra civile - è esattamente quello che fece Ottaviano Augusto nel 31 a.C. La sua conquista del potere segnò una svolta storica per Roma, ma fu furbo: invece di distruggere tutto, si presentò come il restauratore delle istituzioni repubblicane.
In realtà, Augusto governò come un vero re mascherato da protettore della repubblica. Dal 31 al 23 a.C. fu console, nel 29 a.C. si mise a capo del senato come princeps senatus (poteva dire quello che voleva), e nel 27 a.C. fece una mossa geniale: riconsegnò tutti i suoi poteri al senato, che lo ricompensò chiamandolo Augustus (venerabile).
Il vero colpo da maestro arrivò nel 23 a.C. quando assunse il comando perpetuo delle province. Questa carica gli dava il controllo dell'esercito, il diritto di veto, il potere di proporre leggi e convocare assemblee. Successivamente aggiunse il controllo degli approvvigionamenti, delle strade, e nel 12 a.C. divenne anche pontefice massimo.
Ricorda: Il principato (poi chiamato impero) si basava sull'imperium - il comando civile e militare. Augusto creò nuove figure come il prefetto urbano (ordine pubblico), il prefetto dei vigili (sicurezza notturna e incendi), il prefetto dell'annona (cibo per Roma) e la guardia pretoriana (9000 uomini per la sua protezione personale).