I Testi Fondamentali
Quando leggi i testi di Cicerone, fai attenzione alle sue tecniche retoriche straordinarie. Nell'episodio di Lampsaco (dalle Verrine) descrive abilmente come Verre arriva nella pacifica città greca cercando donne per i suoi piaceri.
L'esordio delle Catilinarie è un capolavoro di retorica: inizia ex abrupto (senza preamboli) con una raffica di domande dirette a Catilina. Usa anafore (nihil), chiasmi, parallelismi e climax per creare un effetto devastante.
Quando denuncia la congiura, Cicerone non ha sempre prove concrete, ma usa interrogative retoriche, preterizioni e reticenze per far sembrare tutto più grave. È un maestro nel far dire al pubblico quello che lui non può dire direttamente.
La prosopopea della patria è un altro momento epico: dà voce alla Repubblica che si lamenta dei crimini di Catilina usando tricola e climax per amplificare l'effetto drammatico.
Le lettere dall'esilio ci mostrano un Cicerone diverso: fragile, amareggiato, che si sfoga con la moglie e gli amici. Nelle lettere ad Attico durante la guerra civile vediamo tutta la sua angoscia e incertezza di fronte al crollo del suo mondo.
🎯 Trucco per l'analisi: Quando analizzi un testo di Cicerone, cerca sempre le figure retoriche - lui non ne fa mai a meno!