De Vulgari Eloquentia e De Monarchia
Il De Vulgari Eloquentia è il primo trattato di linguistica della letteratura italiana. Scritto in latino per i dotti, cerca di codificare un volgare illustre capace di espressione elevata.
Dante passa in rassegna 14 volgari italiani cercando quello che sia illustre (nobile), cardinale (punto di riferimento), aulico (degno di corte) e curiale (degno di cancelleria). Il vincitore? Il fiorentino letterario, anche se nessuno è perfetto.
Il De Monarchia (1312-1318) è invece il trattato politico, scritto durante la stesura del Paradiso. Dante sostiene la necessità dell'Impero universale come unica garanzia di pace, la legittimità di Roma a guidarlo, e soprattutto la famosa "teoria dei due Soli".
Questa teoria rivoluzionaria afferma l'autonomia reciproca di Papa e Imperatore - entrambi ricevono l'autorità direttamente da Dio, senza subordinazione. Un'idea così audace che l'opera fu censurata per secoli dalla Chiesa.
Visione politica: Per Dante, Impero e Chiesa devono collaborare ma rimanere indipendenti - l'Impero per la felicità terrena, la Chiesa per quella eterna.