Shakespeare e Marino: maestri del tempo fugace
William Shakespeare rappresenta il teatro barocco al suo massimo splendore. Questo genio inglese (1564-1616) rivoluziona completamente il teatro moderno mescolando stili diversi e rifiutando le rigide regole aristoteliche. Le sue opere affrontano temi attualissimi: violenza, amore, odio e il culto della bellezza.
La sua produzione si divide in tre fasi: sperimentazione giovanile (Romeo e Giulietta), pessimismo maturo (Amleto, Otello) e serenità finale (La Tempesta). Nei suoi sonetti, Shakespeare affronta il tema ossessivo del tempo fugace - per lui solo la poesia può cristallizzare per sempre il ricordo e sconfiggere la distruzione del tempo.
Giovan Battista Marino è invece il capostipite della poesia barocca italiana. Questo poeta napoletano porta il concettismo agli estremi, cercando sempre il meraviglioso nei temi e nello stile. Le sue donne poetiche sono completamente diverse dalla donna angelicata degli stilnovisti - più reali, esotiche, a volte addirittura grottesche.
Nel sonetto "Bella Schiava", Marino si dichiara innamorato di una schiava nera, celebrando la diversità e la bizzarria. Nel madrigale "Donna che cuce", trasforma un semplice gesto quotidiano in una metafora complessa del destino amoroso.
Collegamento moderno: I sonetti di Shakespeare sul tempo e la bellezza anticipano temi che ritroverai nell'Estetismo di fine '800, come "Il ritratto di Dorian Gray" di Oscar Wilde!