L'incontro con Catone e il rituale di purificazione
Catone Uticense appare come il guardiano del Purgatorio, una figura che può sembrare paradossale: era pagano e suicida, eppure ha questo ruolo sacro. La chiave sta nel fatto che Catone rappresenta la ricerca della libertà dal peccato, proprio come Cristo si sacrificò per liberare l'umanità.
Virgilio spiega a Catone il motivo del loro viaggio, facendo riferimento alla libertà per cui Catone preferì morire piuttosto che sottomettersi. Anche se Catone non è più legato agli affetti terreni (come dimostra parlando di sua moglie Marzia), concede il passaggio perché voluto da una "donna celeste".
Il rituale di purificazione è essenziale: Virgilio deve lavare il volto di Dante dalla fuliggine infernale e cingergli i fianchi con un giunco. Questo giunco, che rinasce miracolosamente, simboleggia l'umiltà: si piega senza spezzarsi, assecondando le onde come l'anima deve fare con la volontà divina.
Nota bene: Il giunco che rinasce rappresenta la rinascita spirituale che caratterizza tutto il Purgatorio!