Oscar Wilde e il suo capolavoro
Oscar Wilde, laureato a Oxford, non fu solo un poeta e drammaturgo di talento, ma anche un uomo che sfidò le convenzioni sociali del suo tempo. Nonostante fosse sposato con due figli, le sue tendenze omosessuali lo portarono in carcere a Reading dal 1895 al 1897, esperienza che ispirò la sua opera "Ballata del carcere di Reading".
"Il ritratto di Dorian Gray" racconta la storia di un giovane di straordinaria bellezza che, influenzato dalle idee ciniche di Lord Henry Wotton, esprime il desiderio di rimanere eternamente giovane. Questo desiderio si trasforma in una sorta di patto col diavolo: mentre Dorian mantiene la sua bellezza immutata, è il suo ritratto a mostrare i segni dell'invecchiamento e della corruzione morale.
Dopo il suicidio dell'attrice Sybil Vane, con cui aveva una relazione, Dorian si abbandona a una vita di piaceri e vizi. Nasconde il quadro in soffitta, ma lo visita regolarmente, tormentato dai rimorsi. Alla fine, esasperato, pugnala il ritratto con lo stesso coltello con cui aveva ucciso Basil Hallward, l'artista che l'aveva dipinto. I servi trovano Dorian morto, invecchiato e irriconoscibile, mentre il ritratto è tornato alla sua bellezza originale.
💡 Curiosità: Quando Wilde scrisse "Il ritratto di Dorian Gray" nel 1890, l'opera scandalizzò la società vittoriana per i suoi temi "immorali", ma oggi è considerata una delle più acute riflessioni sulla vanità umana e sul culto dell'apparenza.




