Il declino politico e la rinascita letteraria
Il 1512 segnò una svolta drammatica nella vita di Machiavelli. Quando i Medici tornarono al potere a Firenze, lui perse tutti i suoi incarichi politici. Come se non bastasse, nel 1513 fu anche sospettato di aver partecipato a una congiura antimedicea!
Una volta liberato, si ritirò in un esilio forzato che per lui fu devastante - la politica era la sua vita. Ma questa pausa forzata si rivelò incredibilmente produttiva: nel 1513 scrisse "Il Principe" e iniziò i "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio". Per sfogarsi dalla frustrazione, scrisse anche una commedia, la "Mandragola".
Non si arrese mai all'idea di tornare in politica. Provò a riavvicinarsi ai Medici dedicando "Il Principe" a Lorenzo de' Medici nel 1516. La sua strategia funzionò: quando Giulio de' Medici (poi papa Clemente VII) prese il controllo di Firenze, Machiavelli iniziò a ottenere nuovi incarichi.
Ironia del destino: Quando nel 1527 i Medici furono di nuovo cacciati e tornò la repubblica, Machiavelli venne visto con sospetto proprio per i suoi rapporti con i Medici. Morì quello stesso anno, il 21 giugno, senza riuscire a rivedere il suo sogno di una Firenze forte e unita.