Scuole, università e cultura
Con la caduta dell'Impero romano scompare il sistema scolastico pubblico. Solo la Chiesa mantiene l'istruzione per formare sacerdoti colti, creando scuole presso parrocchie e monasteri.
L'insegnamento si basa sulle "arti liberali": il Trivio (grammatica, retorica, dialettica) e il Quadrivio (aritmetica, geometria, astronomia, musica). I monasteri diventano centri culturali fondamentali con i loro scriptoria, dove gli amanuensi copiano i testi su pergamena.
Dopo il Mille nascono le università e compare una nuova figura: il docente stipendiato. Emergono anche i chierici vaganti - religiosi senza sede che girano scrivendo poesie spesso irriverenti - e i giullari che intrattengono il pubblico.
La lingua della cultura è il latino, conosciuto solo dai chierici. Il resto della popolazione usa il volgare e non sa leggere né scrivere. Per questo la cultura rimane patrimonio di una cerchia molto ristretta.
Punto chiave: Nel Medioevo la cultura è monopolio del clero perché solo loro conoscono il latino - questo spiega perché la visione religiosa domina completamente la società.