Le Prime Opere e la Poetica di Manzoni
Dopo un'infanzia difficile in collegio, Manzoni emerge come poeta ribelle e ateo con il Trionfo della Libertà, un'opera allegorica dove personificazioni e personaggi storici si scontrano. Questa fase giacobina rivela già il suo spirito critico verso l'autorità.
La Lettera a Monsieur Chauvet segna una svolta nella sua poetica. Qui Manzoni rifiuta le tre unità aristoteliche e critica i romanzi che, pur essendo avvincenti, tradiscono la realtà storica. Per lui l'autore può inventare, ma deve sempre rispettare il contesto storico dei suoi personaggi.
La sua formula vincente? "L'utile per scopo, il vero per soggetto, l'interessante per mezzo". Questa poetica si realizza perfettamente nei Promessi Sposi, dove storia e finzione si fondono magistralmente.
💡 Ricorda: Manzoni è più oggettivo di Leopardi - non parla mai direttamente della sua conversione religiosa, preferendo l'approccio indiretto.
Negli Inni Sacri, e in particolare nella Pentecoste, Manzoni celebra la discesa dello Spirito Santo tra gli apostoli. L'opera esplora il miracolo della xenoglossia (comunicazione tra lingue diverse) e distingue tra grazia santificante e grazia carismatica, mostrando un ottimismo cristiano sulla possibilità di rinnovamento.