Orlando Furioso: l'epica dell'ironia e della ricerca impossibile
I tre filoni narrativi dell'Orlando Furioso si intrecciano magistralmente: la guerra di Agramante contro Carlo Magno, l'amore folle di Orlando per Angelica (che lo porta alla pazzia), e le vicende di Ruggiero e Bradamante che fondano la dinastia Estense.
Il motivo dell'inchiesta domina tutto: ogni personaggio cerca qualcosa - una spada, un elmo, l'amore - ma la ricerca è sempre vana. È un meccanismo circolare e infinito: si parte, si fallisce, si torna al punto di partenza, si riparte. I paladini sono erranti non solo fisicamente ma esistenzialmente.
I luoghi spaziano dall'Africa alla Luna, creando una geografia fantastica che rispecchia l'infinità del desiderio umano. Il motivo della fortuna è cruciale: a differenza dei cavalieri di Boiardo, questi non cercano di contrastarla ma la subiscono passivamente, rispecchiando l'Italia in crisi, in balia degli stranieri.
I personaggi si dividono in due categorie: quelli pragmatici (come Ferraù) che cambiano obiettivo quando capiscono che è irraggiungibile, e quelli sublimi (come Orlando) che si incaponiscono e impazziscono. Tutti hanno perso l'eroicità tradizionale per diventare profondamente umani.
La tecnica narrativa usa l'entrelacement con storie dentro le storie, mentre la lingua è ironica, sarcastica, fluida ed equilibrata. Il narratore interviene continuamente con commenti che mantengono la distanza critica.
Capolavoro assoluto: L'Orlando Furioso ironizza completamente gli ideali cavallereschi, mostrandoli come ormai inadeguati per la società rinascimentale, ma senza mai perdere il fascino della narrazione.