La poetica: vago, indefinito e linguaggio nuovo
Leopardi sviluppa la teoria del piacere: ogni uomo aspira alla felicità, ma anche quando la raggiunge sente sempre un vuoto dentro. La felicità completa è irraggiungibile.
Da questa teoria nasce la poetica del vago e dell'indefinito. Per Leopardi è poetico tutto ciò che non è definito chiaramente: la luce della luna che percepisci ma non vedi direttamente, per esempio.
Per esprimere questa poetica, Leopardi inventa un linguaggio nuovo basato su tre principi:
Vago: preferisce le "parole" (evocative e connotative) ai "termini" (precisi ma aridi). Parole come "infinito", "notturno", "fanciullezza" sono più poetiche di termini tecnici.
💡 Trucco per ricordare: Vago = bello, Sonoro = musicale, Peregrino = raro ma efficace.
Sonoro: elimina alcune consonanti per privilegiare le vocali, più musicali (esempio: "splendeva" diventa "splendea"). Peregrino: mescola parole comuni con altre più rare e ricercate ("speranza" e "speme", "libertà" e "libertade").