La Poesia Comico-Realistica
Mentre gli stilnovisti cantavano l'amore angelico, in Toscana nasce una corrente opposta: la poesia comico-realistica. Questi poeti guardano la vita dal lato dello scherzo e dell'ironia, contrapponendosi al misticismo stilnovistico.
Per la prima volta entrano in scena personaggi "bassi": gente delle taverne, furbi, prostitute, borghesi comuni. Si riallacciano alla tradizione dei giullari - artisti di strada che cantavano, ballavano e facevano spettacolo nelle piazze.
La poesia comico-realistica rivendica pari dignità con quella "alta" dello stil novo, ma usando uno stile basso e prestando attenzione agli aspetti quotidiani dell'esistenza invece che a quelli spirituali.
Protagonista: Cecco Angiolieri di Siena è il poeta più interessante di questa corrente - colto ma popolare, inquieto e "moderno" prima del tempo.
Cecco Angiolieri vive come un vero "emarginato", insofferente alle regole sociali. Si pone come elemento di rottura, anticipando temi che ritroveremo in Boccaccio e persino nel Dante dell'Inferno. La sua lezione dimostra che la letteratura può parlare a un pubblico più ampio, non solo alle élite colte.
Questa tradizione dimostra quanto fosse ricca e varia la letteratura italiana delle origini: accanto ai raffinati stilnovisti, esistevano poeti capaci di raccontare la vita reale con ironia e realismo.