Le Origini della Lingua e Letteratura Italiana
Immagina di vivere nell'anno Mille: il latino che studiavi a scuola era completamente diverso da quello che la gente parlava per strada! La lingua volgare (dal latino "vulgus" = popolo) nasce proprio da questa differenza. Il latino parlato cambiava tantissimo da zona a zona - quello della Britannia non assomigliava per niente a quello del nord Africa.
Quando l'impero romano crollò, queste lingue popolari presero strade diverse e divennero le lingue neolatine che conosciamo oggi. Ecco perché diciamo "cavallo" (dal latino popolare "caballus") e non "equus" come nel latino colto - da cui vengono parole come "equestre" ed "equitazione".
La Carta capuana del 960 è il primo documento scritto in italiano che possediamo. Ma la vera svolta arriva con i mercanti: avevano bisogno di una lingua comune per i loro affari! Più tardi, anche gli intellettuali capiscono che per comunicare con la nuova borghesia serviva abbandonare il latino.
Curiosità: L'Italia fu tra le ultime nazioni europee a sviluppare una lingua nazionale, sia per l'attaccamento al latino che per la mancanza di unità politica.
La letteratura francese influenzò moltissimo i nostri primi scrittori. Nel nord della Francia si scrivevano le gesta eroiche di Carlo Magno e di re Artù, mentre nel sud (Provenza) nasceva la poesia d'amore cortese con i trovatori - i primi poeti professionisti d'Europa.





