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5,496
•
Aggiornato Mar 17, 2026
•
Valentina Peveri
@alentinaeveri_wsxi
La grammatica italiana può sembrare complicata, ma padroneggiare questi elementi... Mostra di più











Quando parli, istintivamente dai più forza a una vocale in ogni parola - questa è la vocale tonica. L'accento tonico è proprio quella spinta in più che metti sulla pronuncia, anche se di solito non lo scrivi.
Le parole si classificano in base a dove cade questo accento. Le parole tronche hanno l'accento sull'ultima sillaba (come caffè), mentre le piane sulla penultima (come casa). Le sdrucciole vanno sulla terzultima sillaba (come facile).
Poi ci sono le rare bisdrucciole e trisdrucciole, dove l'accento va ancora più indietro. Ricorda che alcune particelle come mi, ti, si non hanno mai accento - sono come delle "appendici" che si attaccano ad altre parole.
Trucco: Per capire dove cade l'accento, pronuncia la parola ad alta voce e senti dove la tua voce si "appoggia" di più!
L'accento grafico (quello che scrivi) si usa solo sulle parole tronche con più sillabe e sui monosillabi con dittongo. Esistono tre tipi: grave (è), acuto (sé) e circonflesso (molto raro).

Quando due parole si "scontrano" e finiscono/iniziano con una vocale, succede qualcosa di interessante. L'elisione cancella la vocale finale della prima parola e mette un apostrofo: "la erba" diventa "l'erba".
Però attento! Non puoi sempre usare l'apostrofo. Mai dopo "ci" davanti a parole che iniziano con a, o, u (ci ascolta, non c'ascolta). E mai con i plurali come "gli" o "degli" se non seguono parole con la "i".
Il troncamento è diverso: togli l'ultima parte di una parola anche se quella dopo inizia con consonante. Di solito non serve l'apostrofo, tranne in casi speciali come "un po'" o "di'".
Attenzione: Qual è si scrive sempre con l'apostrofo - è uno dei pochi casi obbligatori!
Alcune regole sono fisse: devi sempre dire "un uomo", "alcun amico". E ricorda che con titoli come "signor" il troncamento è d'obbligo davanti ai nomi propri.

I verbi transitivi sono quelli che "passano" l'azione direttamente su qualcosa - hanno bisogno di un complemento oggetto. "Marco mangia la pizza" - l'azione del mangiare va dritta sulla pizza.
I verbi intransitivi invece non reggono un complemento oggetto diretto. L'azione resta sul soggetto o ha bisogno di preposizioni: "Giovanni parla con Marco".
Un trucco infallibile? Prova a dire "io [verbo] qualcosa/qualcuno". Se ha senso, è transitivo! "Io mangio qualcosa" funziona, "io corro qualcosa" no.
Regola d'oro: Solo i verbi transitivi possono diventare passivi! Se puoi dire "la pizza è mangiata", allora "mangiare" è transitivo.
Per trasformare una frase da attiva a passiva: il soggetto diventa complemento d'agente (con "da"), l'oggetto diventa soggetto, e il verbo si trasforma usando "essere". Il tempo e il modo restano sempre uguali!

La forma riflessiva è quando fai qualcosa a te stesso - usi le particelle mi, ti, si, ci, vi. "Io mi lavo" significa che lavo me stesso. Tutti i verbi riflessivi usano l'ausiliare essere nei tempi composti.
Ci sono tre tipi di riflessiva. Quella propria è quando l'azione ricade davvero su di te ("mi pettino"). Quella apparente è quando l'azione riguarda una tua parte ("mi lavo le mani"). Quella reciproca è quando più persone si fanno qualcosa a vicenda ("si salutano").
Per passare da passiva ad attiva fai il contrario: il soggetto diventa oggetto, il complemento d'agente diventa soggetto. Per i verbi, nei tempi semplici togli "essere", in quelli composti sostituisci "essere" con "avere" ed elimini "stato".
Trucco memoria: Nei tempi composti passivi c'è sempre "stato" - eliminalo quando torni all'attiva!
La distinzione tra i tipi di riflessiva è importante per l'analisi logica - la particella può essere complemento oggetto o di termine a seconda del caso.

La forma impersonale è quando non sai chi fa l'azione o quando l'azione non ha un vero soggetto. Pensa ai fenomeni atmosferici: "piove", "nevica". Chi piove? Nessuno!
Si usa solo alla terza persona singolare e nei tempi composti prende sempre "essere". Include anche espressioni con "fare" (fa caldo, fa bello) e costruzioni con "essere" + aggettivo.
Gli ausiliari essere e avere aiutano a formare i tempi composti. Avere si usa con tutti i transitivi e alcuni intransitivi, essere con molti intransitivi, tutte le forme riflessive, impersonali e passive.
Regola pratica: Se il verbo può diventare passivo, nei tempi composti usa "avere". Se esprime movimento o cambiamento di stato, probabilmente usa "essere".
I verbi servili (dovere, potere, volere) prendono l'ausiliare del verbo che accompagnano. "Sono dovuto partire" (partire usa essere), "ho dovuto studiare" (studiare usa avere).

I verbi fraseologici si uniscono ad altri verbi per dare sfumature particolari al significato. Non sono semplici verbi singoli, ma vere e proprie "espressioni verbali" che funzionano come un unico predicato.
I verbi aspettuali ti dicono a che punto è l'azione. "Sto per uscire" (imminenza), "comincio a studiare" (inizio), "continuo a leggere" (durata), "finisco di scrivere" (conclusione). È come avere un cronometro dell'azione!
I verbi causativi "fare" e "lasciare" indicano che qualcuno fa fare o permette di fare qualcosa ad altri. "La mamma mi fa studiare" - non studio da solo, è la mamma che me lo fa fare.
Attenzione: Nei verbi fraseologici la preposizione è fondamentale! "Smetto di" è diverso da "smetto a" - solo il primo è corretto.
Questi verbi sono molto comuni nel parlato quotidiano e danno precisione ai tuoi discorsi. Impara a riconoscerli perché nell'analisi del periodo contano come un unico predicato.

Il presente indicativo non indica solo "ora", ma ha molti usi furbi. Quello abituale per azioni ripetute ("vado in palestra il lunedì"), quello atemporale per verità sempre valide ("il sole sorge a est").
C'è anche il presente storico che rende vivi i racconti ("Colombo arriva in America nel 1492") e quello al posto del futuro per azioni sicure ("domani parto").
L'imperfetto è il tempo della durata e della descrizione. Quello durativo mostra azioni in corso ("dormiva quando arrivai"), quello abituale azioni ripetute nel passato ("da bambino giocavo sempre").
Trucco: L'imperfetto è come una foto sfocata del passato - mostra l'azione mentre succedeva, non il momento preciso di inizio o fine.
L'imperfetto descrittivo dipinge le scene ("la casa era grande e silenziosa"), mentre quello narrativo dà enfasi agli eventi nei racconti. È il tempo principe della narrazione!

Il passato remoto è come uno scatto fotografico: coglie l'azione nel momento preciso in cui è avvenuta e si è conclusa. "Dante nacque nel 1265" - evento puntuale, definitivamente chiuso.
Lo usi per azioni brevi e concluse, soprattutto nella narrazione scritta. È il tempo dei romanzi e delle biografie, quando vuoi sottolineare che quell'evento non ha più legami con il presente.
Il passato prossimo è diverso: l'azione è finita ma ha ancora effetti ora. "Ho studiato stamattina" (e ora so le cose), "è arrivato mio zio" (e ora è qui).
Regola d'oro: Se puoi dire "e infatti ora..." dopo la frase, usa il passato prossimo. Se l'evento è completamente staccato dal presente, usa il passato remoto.
Il passato prossimo si usa anche per azioni in periodi non ancora conclusi ("quest'anno ho viaggiato molto") o eventi lontani che senti ancora vicini emotivamente.

Il trapassato prossimo è un tempo "relativo" - indica sempre "prima di un'altra azione passata". "Quando arrivai, lui era già partito" - prima parte, poi arrivo io.
È fondamentale nelle narrazioni per stabilire la cronologia degli eventi. Senza di lui, non capisci cosa è successo prima e cosa dopo!
Il trapassato remoto fa la stessa cosa ma solo con il passato remoto, e ormai si usa pochissimo. Lo trovi solo nella lingua scritta e letteraria, nelle frasi con "quando", "dopo che", "una volta che".
Consiglio: Il trapassato prossimo è il tuo migliore amico per i temi narrativi - ti aiuta a mettere ordine tra le azioni!
Entrambi questi tempi sono come delle "frecce temporali" che puntano sempre indietro rispetto a un altro momento del passato. Pensaci come a un flashback nei film.

Il futuro semplice non indica solo azioni che devono ancora succedere. Certo, "domani andrò al cinema" è l'uso base, ma può esprimere anche dubbi, supposizioni e ipotesi.
"Sarà a casa?" equivale a "forse è a casa". "Avrà vent'anni" significa "probabilmente ha vent'anni". Il futuro può parlare anche del presente quando non sei sicuro!
Nelle frasi dipendenti, esprime posteriorità rispetto al presente ("so che arriverai") o contemporaneità rispetto al futuro ("quando verrai, ti spiegherò").
Trucco avanzato: Il futuro di supposizione è molto elegante nello scritto - invece di dire "forse piove" puoi dire "pioverà"!
Nel parlato quotidiano spesso sostituisci il futuro con il presente ("domani vado" invece di "domani andrò"), ma nello scritto formale è meglio mantenere la distinzione temporale precisa.
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L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
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Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
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Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
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È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
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Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
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moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
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L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
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A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
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Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
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L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
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I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
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Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
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La grammatica italiana può sembrare complicata, ma padroneggiare questi elementi fondamentali ti darà una marcia in più nella scrittura e nel parlato. Scopriamo insieme gli accenti, i verbi e tutte quelle regole che utilizzi ogni giorno senza neanche accorgertene!

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Quando parli, istintivamente dai più forza a una vocale in ogni parola - questa è la vocale tonica. L'accento tonico è proprio quella spinta in più che metti sulla pronuncia, anche se di solito non lo scrivi.
Le parole si classificano in base a dove cade questo accento. Le parole tronche hanno l'accento sull'ultima sillaba (come caffè), mentre le piane sulla penultima (come casa). Le sdrucciole vanno sulla terzultima sillaba (come facile).
Poi ci sono le rare bisdrucciole e trisdrucciole, dove l'accento va ancora più indietro. Ricorda che alcune particelle come mi, ti, si non hanno mai accento - sono come delle "appendici" che si attaccano ad altre parole.
Trucco: Per capire dove cade l'accento, pronuncia la parola ad alta voce e senti dove la tua voce si "appoggia" di più!
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Quando due parole si "scontrano" e finiscono/iniziano con una vocale, succede qualcosa di interessante. L'elisione cancella la vocale finale della prima parola e mette un apostrofo: "la erba" diventa "l'erba".
Però attento! Non puoi sempre usare l'apostrofo. Mai dopo "ci" davanti a parole che iniziano con a, o, u (ci ascolta, non c'ascolta). E mai con i plurali come "gli" o "degli" se non seguono parole con la "i".
Il troncamento è diverso: togli l'ultima parte di una parola anche se quella dopo inizia con consonante. Di solito non serve l'apostrofo, tranne in casi speciali come "un po'" o "di'".
Attenzione: Qual è si scrive sempre con l'apostrofo - è uno dei pochi casi obbligatori!
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I verbi transitivi sono quelli che "passano" l'azione direttamente su qualcosa - hanno bisogno di un complemento oggetto. "Marco mangia la pizza" - l'azione del mangiare va dritta sulla pizza.
I verbi intransitivi invece non reggono un complemento oggetto diretto. L'azione resta sul soggetto o ha bisogno di preposizioni: "Giovanni parla con Marco".
Un trucco infallibile? Prova a dire "io [verbo] qualcosa/qualcuno". Se ha senso, è transitivo! "Io mangio qualcosa" funziona, "io corro qualcosa" no.
Regola d'oro: Solo i verbi transitivi possono diventare passivi! Se puoi dire "la pizza è mangiata", allora "mangiare" è transitivo.
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Ci sono tre tipi di riflessiva. Quella propria è quando l'azione ricade davvero su di te ("mi pettino"). Quella apparente è quando l'azione riguarda una tua parte ("mi lavo le mani"). Quella reciproca è quando più persone si fanno qualcosa a vicenda ("si salutano").
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Gli ausiliari essere e avere aiutano a formare i tempi composti. Avere si usa con tutti i transitivi e alcuni intransitivi, essere con molti intransitivi, tutte le forme riflessive, impersonali e passive.
Regola pratica: Se il verbo può diventare passivo, nei tempi composti usa "avere". Se esprime movimento o cambiamento di stato, probabilmente usa "essere".
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Attenzione: Nei verbi fraseologici la preposizione è fondamentale! "Smetto di" è diverso da "smetto a" - solo il primo è corretto.
Questi verbi sono molto comuni nel parlato quotidiano e danno precisione ai tuoi discorsi. Impara a riconoscerli perché nell'analisi del periodo contano come un unico predicato.

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Il presente indicativo non indica solo "ora", ma ha molti usi furbi. Quello abituale per azioni ripetute ("vado in palestra il lunedì"), quello atemporale per verità sempre valide ("il sole sorge a est").
C'è anche il presente storico che rende vivi i racconti ("Colombo arriva in America nel 1492") e quello al posto del futuro per azioni sicure ("domani parto").
L'imperfetto è il tempo della durata e della descrizione. Quello durativo mostra azioni in corso ("dormiva quando arrivai"), quello abituale azioni ripetute nel passato ("da bambino giocavo sempre").
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Lo usi per azioni brevi e concluse, soprattutto nella narrazione scritta. È il tempo dei romanzi e delle biografie, quando vuoi sottolineare che quell'evento non ha più legami con il presente.
Il passato prossimo è diverso: l'azione è finita ma ha ancora effetti ora. "Ho studiato stamattina" (e ora so le cose), "è arrivato mio zio" (e ora è qui).
Regola d'oro: Se puoi dire "e infatti ora..." dopo la frase, usa il passato prossimo. Se l'evento è completamente staccato dal presente, usa il passato remoto.
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Il trapassato remoto fa la stessa cosa ma solo con il passato remoto, e ormai si usa pochissimo. Lo trovi solo nella lingua scritta e letteraria, nelle frasi con "quando", "dopo che", "una volta che".
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Stefano S
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Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS