Analisi della prima strofa: l'evocazione del ricordo
"Silvia, rimembri ancora..." - l'incipit è magistrale perché ci catapulta subito nella dimensione del ricordo malinconico. Il vocativo con il nome proprio crea immediatezza, mentre "quel tempo" introduce la vaghezza tipica della memoria leopardiana.
Gli "occhi ridenti e fuggitivi" sono un capolavoro di psicologia poetica: in questa endiadi (figura retorica che unisce due concetti complementari) si concentra tutta l'ambiguità della giovinezza. Gli occhi ridono per la speranza nel futuro, ma sono "fuggitivi" perché presagiscono inconsciamente la sofferenza che li aspetta.
Il "limitare di gioventù" è una metafora potentissima: Silvia si trovava sulla soglia tra adolescenza ed età adulta, in quel momento magico e fragile in cui tutto sembra possibile.
La seconda strofa ci porta nelle "quiete stanze" dove risuona il canto di Silvia. Il maggio odoroso non è solo una stagione, ma la metafora della primavera della vita, della giovinezza che fiorisce ignara del suo destino.
Trucco per l'esame: Ricorda che ogni dettaglio in Leopardi ha un significato simbolico - il maggio, gli occhi, il canto hanno tutti una funzione precisa.