De Vulgari Eloquentia: La Dignità del Volgare
Mentre scrive il Convivio, Dante approfondisce la questione linguistica con il De vulgari eloquentia, un trattato di retorica che stabilisce le norme per l'uso del volgare.
Paradossalmente, quest'opera sulla dignità del volgare è scritta in latino perché si rivolge ai dotti, gli unici che potevano legittimare questa rivoluzione linguistica.
Dante cerca un volgare "illustre" che possa unificare l'Italia linguisticamente. Deve essere: illustre (per argomenti elevati), cardinale (punto di riferimento per tutti gli altri volgari), aulico (degno di una reggia), curiale (adatto alle corti).
Nel secondo libro definisce gli argomenti che richiedono lo stile sublime: le armi, l'amore e la virtù. Stabilisce anche la famosa divisione degli stili: sublime (tragico), mezzano (comico), umile (elegiaco).
💡 Ricorda: Questo trattato getta le basi teoriche per la Divina Commedia, dove Dante metterà in pratica tutte queste teorie!