Cerbero e i Golosi
Il Canto 6 dell'Inferno si apre con Dante che rinviene nel terzo girone dopo essere svenuto per la commozione provata per Paolo e Francesca. Il poeta si ritrova in un ambiente caratterizzato da:
- Una pioggia pesante e incessante che fa urlare i dannati
- Una sporca grandine che tormenta le anime
- Terreno fangoso che emana un odore nauseabondo
- Dannati che si rotolano nel fango per proteggersi
Al centro della scena troviamo Cerbero, guardiano bestiale del cerchio:
- È descritto come una "belva crudele e strana" con tre teste
- Ha occhi rossi, bocca sporca e artigli affilati
- Graffia, squarcia e latra contro i dannati immersi nel fango
Concetto Chiave: Dante usa una tecnica narrativa particolare in questo girone, sfumando il confine tra uomo e bestia: attribuisce caratteristiche umane (mani, barba) a Cerbero e animalesche ai dannati (paragonati a porci nel fango).
Quando Cerbero si accorge dei due visitatori, spalanca minacciosamente le bocche, ma Virgilio lo placa gettandogli del fango. Dante utilizza una potente similitudine paragonando Cerbero a un cane che, affamato, abbaia ma si calma quando riceve il cibo.
Il contrappasso per i golosi è particolarmente efficace e colpisce tutti i cinque sensi - una punizione che riflette in parte per analogia (la pioggia che "inghiottono") e in parte per contrasto (l'impossibilità di soddisfare i loro desideri) la loro colpa terrena.




