Lo stile e le opere principali
Lo stile di Foscolo rappresenta perfettamente il ponte tra Neoclassicismo e Romanticismo. Come neoclassicista, cercava equilibrio e armonia ispirandosi all'antichità greca e romana, ma allo stesso tempo anticipava elementi romantici attraverso l'espressione intensa delle passioni e dei sentimenti.
La sua produzione letteraria è sorprendentemente varia: si dedicò alla poesia, al romanzo, al teatro, alla critica letteraria e alla traduzione di opere classiche. In tutte queste forme, Foscolo intreccia un profondo coinvolgimento emotivo con gli eventi politici del suo tempo.
"Le ultime lettere di Jacopo Ortis", scritto nel 1798, è un romanzo epistolare autobiografico che ruota attorno a due temi fondamentali: la delusione politica causata dal trattato di Campoformio e un amore non corrisposto. Quest'opera rivela la sua personale disillusione verso Napoleone e trasferisce nel protagonista Jacopo la sua passione non corrisposta per Isabella Roncioni (rappresentata nel romanzo come Teresa).
Da ricordare: I sonetti di Foscolo si dividono in due gruppi - i primi otto (1798-1802) più vicini ai temi di "Jacopo Ortis", e gli altri otto (1802-1803) considerati di maggior valore letterario, che uniscono motivi romantici a un'armonia classica.
Particolarmente significative sono le due odi dedicate alla bellezza femminile: "A Luigia Pallavicini caduta da cavallo", dove la donna è rappresentata come una divinità classica, e quella dedicata ad Antonietta Faniani, che celebra la bellezza come fonte di serenità per l'uomo. In queste opere, la bellezza femminile diventa un valore assoluto, espressione perfetta della fusione tra ideali neoclassici e sensibilità preromantica.