L'incontro minaccioso e il matrimonio impedito
Don Abbondio, un pauroso curato, mentre cammina una sera di novembre 1628 lungo il lago di Como, viene fermato da due bravi (uomini armati al servizio di nobili). Questi, per ordine del loro padrone don Rodrigo, gli intimano che il matrimonio tra Renzo e Lucia "non s'ha da fare!". Terrorizzato, il curato promette di non celebrare le nozze già fissate.
Il giorno dopo, quando Renzo si reca in chiesa per sposarsi, don Abbondio inventa scuse su presunte formalità per rimandare il matrimonio. Insoddisfatto delle spiegazioni, Renzo incontra Perpetua, la serva del curato, che involontariamente gli fa capire che c'è qualcos'altro dietro al rinvio. Dopo un acceso confronto, don Abbondio è costretto a rivelare che l'ostacolo è rappresentato da don Rodrigo.
Disperato, Renzo corre da Lucia che gli confessa di aver attirato l'attenzione indesiderata di don Rodrigo. I tre, con Agnese (madre di Lucia), decidono di chiedere aiuto all'avvocato Azzecca-garbugli.
⚠️ Attenzione: Don Abbondio rappresenta la vigliaccheria e l'incapacità di opporsi all'ingiustizia, un tema centrale che Manzoni sviluppa per criticare la società del '600, dove le minacce dei potenti restavano impunite.





