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Aggiornato Mar 25, 2026
•
vale
@vale_12.04
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Hai mai guardato oltre una siepe e ti sei chiesto cosa ci fosse dall'altra parte? L'Infinito di Leopardi parte proprio da questa sensazione per portarci in un viaggio straordinario della mente.
Il poeta si trova sul colle Tabor a Recanati, seduto davanti a una siepe che gli impedisce di vedere l'orizzonte. Ma invece di essere un ostacolo, questa limitazione diventa il punto di partenza per un volo dell'immaginazione verso spazi infiniti e silenzi sovraumani.
La poesia si sviluppa in tre momenti chiave: prima l'osservazione del paesaggio reale, poi il processo immaginativo che porta verso l'infinito spaziale, infine il ritorno alla realtà attraverso il suono del vento che risveglia la dimensione temporale. Il verso finale è indimenticabile: "E il naufragar m'è dolce in questo mare" - qui il naufragare non è una disgrazia, ma un piacere, perché significa perdersi nell'immensità del pensiero.
Curiosità: Leopardi usa i dimostrativi per guidarci dal concreto all'astratto - un trucco geniale per farci sentire questo passaggio!

Non sottovalutare il potere dell'immaginazione in Leopardi - non è fuga dalla realtà, ma un vero e proprio strumento di conoscenza! Dove non arriva la vista, arriva la mente che ci apre le porte dell'infinito.
La tecnica poetica di Leopardi è raffinatissima. Usa enjambement continui che creano un flusso di immagini senza interruzioni, proprio come il pensiero che scorre verso l'infinito. Noterai anche l'alternanza tra bisillabi ('ermo colle', 'questa siepe') che rappresentano il finito e polisillabi ('interminati', 'profondissima', 'immensità') che evocano l'infinito.
I dimostrativi hanno un ruolo da protagonisti: "questo" e "questa" per le cose vicine e concrete, "quello" e "quella" per il vago e l'indeterminato. È come se le parole stesse ci accompagnassero in questo viaggio dal reale all'immaginario.
L'eterno per Leopardi non ha nulla di religioso - è semplicemente l'assenza di limiti, di suoni, di movimento. Un concetto che ti farà riflettere su cosa significhi davvero "infinito"!

Immagina di avere una confidente silenziosa che ti ascolta sempre, senza giudicare: per Leopardi questa è la luna. "Alla Luna" è una poesia del 1819 che esplora il potere consolatorio dei ricordi, anche quando sono dolorosi.
Il poeta si rivolge alla luna come a una persona cara ("O graziosa luna", "O mia diletta luna"), creando una personificazione toccante. Un anno prima si recava sullo stesso colle, pieno di angoscia, a contemplarla mentre illuminava le selve. La sua immagine appariva nebulosa e tremula a causa delle lacrime che offuscavano la vista.
Quello che colpisce di più è il paradosso del ricordo: nonostante il dolore sia lo stesso ("travagliosa era mia vita: ed è"), il poeta trova piacere nel ricordare. Perché? Perché nella giovinezza "la speme ha ancora un corso lungo e la memoria uno breve" - significa che hai ancora molto futuro davanti e pochi ricordi alle spalle.
Tecnica poetica: L'allitterazione della liquida "r" in parole come "rammento", "rimirarti", "rischiari" crea un effetto musicale che evoca la dolcezza del ricordo.

"Alla Luna" è costruita su un equilibrio perfetto tra due campi semantici opposti: quello del dolore e quello del piacere legato alla memoria. È come se Leopardi ti mostrasse che anche nei momenti più bui può esistere una forma di consolazione.
Dal lato del dolore troviamo parole come "angoscia", "nebuloso", "tremulo", "pianto", "travagliosa" - tutti termini che descrivono la sofferenza dell'io poetico. Dall'altro lato, il campo semantico della memoria e del piacere include "graziosa", "rammento", "rimirarti", "rischiari", "giova", "ricordanza".
La luna-persona diventa il simbolo di una presenza costante e rassicurante. I verbi usati per descriverla ("pendevi", "fai", "rischiari") e il sostantivo "volto" la trasformano in una compagna di vita, qualcuno che "c'è sempre" nei momenti difficili.
Il messaggio finale è potente: anche se il presente è doloroso quanto il passato, nella giovinezza il ricordo diventa dolce perché rappresenta un tesoro di esperienze che arricchiscono la nostra umanità.

Ti è mai capitato di sentire una malinconia profonda alla fine di una giornata speciale? "Sera del dì di festa" (1820) cattura perfettamente questa sensazione universale, trasformandola in una riflessione sulla caducità della vita.
La poesia si apre con un paesaggio notturno di grande suggestione: "Dolce e chiara è la notte e senza vento" (nota la bellissima sinestesia che unisce sensazioni diverse). Ma questa pace esterna contrasta violentemente con il tormento interiore del poeta, che si rivolge a una donna indifferente alle sue sofferenze.
Il momento più drammatico arriva quando Leopardi accusa la "antica natura onnipossente" di averlo creato solo per soffrire: "A te la speme nego, mi disse, anche la speme; e d'altro non brillino gli occhi tuoi se non di pianto". È il primo apparire della Natura matrigna, crudele e indifferente.
Il canto dell'artigiano che torna a casa dopo i divertimenti diventa il simbolo di tutte le voci umane destinate a spegnersi nel tempo. Un suono che "fieramente mi stringe il core" perché ricorda al poeta quanto tutto sia effimero.
Elemento chiave: La percezione uditiva guida tutta la poesia - dal silenzio iniziale al canto dell'artigiano, fino alle voci del passato ormai mute.

La parte più potente di "Sera del dì di festa" è quella in cui Leopardi riflette sul potere distruttivo del tempo. Le sue domande retoriche sono un pugno allo stomaco: "Or dov'è il suono di que' popoli antichi? or dov'è il grido de' nostri avi famosi?"
Anche la grande Roma, con il suo impero, le armi e "il fragorio che n'andò per la terra e l'oceano", è ridotta al silenzio. Il messaggio è chiaro: niente di quello che facciamo sopravvive davvero al tempo. "Tutto è pace e silenzio, e tutto posa il mondo, e più di lor non si ragiona."
La poesia si chiude con un ricordo d'infanzia che rivela come questa consapevolezza tormentasse Leopardi fin da piccolo. Anche allora, sentendo un canto che si allontanava nella notte dopo una festa, provava la stessa stretta al cuore. La differenza è che ora ha piena coscienza di questa "amara legge esistenziale".
I temi centrali - l'infelicità esistenziale e il contrasto tra gioia festiva e ritorno alla normalità - attraversano tutto il componimento con una forza emotiva che ti coinvolge completamente.

Preparati a uno dei testi più sconvolgenti di Leopardi! Nel "Dialogo della Natura e di un Islandese" (1824) assistiamo al ribaltamento definitivo: la Natura non è più madre benevola, ma una forza crudele e indifferente.
L'Islandese ha viaggiato per il mondo cercando di fuggire le sofferenze che la Natura gli infliggeva. Ma in Africa incontra proprio lei, sotto forma di una donna gigantesca "tra bella e terribile". Il suo lungo monologo è un j'accuse spietato: prima pensava che il dolore venisse dai rapporti umani, poi che fosse colpa di chi oltrepassava i limiti naturali, infine ha capito la verità.
La sofferenza è insita nell'uomo! La Natura ci ha creati con un "desiderio insaziabile di piacere" che non solo è irraggiungibile, ma spesso è anche dannoso. Viviamo sempre in pericolo, nella paura costante. Come dice citando Seneca: "ogni cosa è da temere".
La risposta della Natura è glaciale: lei agisce solo secondo un processo meccanico di creazione e distruzione, totalmente insensibile al destino delle sue creature. L'uomo non è al centro dell'universo - è solo uno strumento in questo "perpetuo circuito di produzione e distruzione".
Messaggio chiave: Con questo dialogo Leopardi supera definitivamente la visione antropocentrica del mondo - l'uomo non è più il protagonista della creazione.

Il finale del "Dialogo della Natura e di un Islandese" è di un cinismo devastante. La domanda ultima dell'Islandese rimane senza risposta: "a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell'universo?"
La conclusione grottesca è il tocco finale di Leopardi: l'Islandese viene sbranato da due leoni affamati (che così sopravviveranno un solo giorno in più) oppure muore sepolto dalla sabbia e diventa una mummia. È l'ultimo sfregio della Natura - una morte assurda che rivela l'inutilità di ogni sofferenza.
Lo stile dell'operetta si basa sulla tecnica dell'accumulo: prima di sofferenze ("arso dal caldo fra i tropici, rappreso dal freddo verso i poli"), poi di accuse contro la Natura ("ci assalti, ci pungi, ci laceri, ci offendi, ci perseguiti"). È un crescendo di tensione che esplode nella rivelazione finale.
Le figure della negazione attraversano tutto il testo, simboleggiando l'atteggiamento di rifiuto dell'Islandese verso un mondo ostile. Ma alla fine, la Natura vince sempre - con la sua indifferenza meccanicistica che non conosce pietà né giustizia.

Vuoi capire in poche pagine tutta la filosofia leopardiana del piacere? Il "Dialogo di un venditore di almanacchi e di un passeggere" (1832) è perfetto! Con tono apparentemente leggero, Leopardi smonta le nostre illusioni sulla felicità.
Un venditore di calendari cerca di convincere un passante a comprare l'almanacco del nuovo anno, promettendo che sarà migliore di quello che sta finendo. Ma il passeggere (che rappresenta Leopardi stesso) gli fa una domanda semplice: "A quale degli anni passati vorreste che assomigliasse questo nuovo?"
Il venditore si smarrisce - non riesce a trovare un solo anno della sua vita che vorrebbe rivivere! Eppure spera che il futuro sia migliore. È la contraddizione che viviamo tutti: il passato non ci soddisfa, il presente ci delude, ma il futuro... ah, quello sì che sarà bello!
La conclusione è amara ma illuminante: "la vita che è una cosa bella è la vita futura" - quella che non conosciamo e di cui possiamo illuderci. La felicità esiste solo come attesa, mai come esperienza reale.
Genialità leopardiana: Il dialogo inizia e finisce con lo stesso grido del venditore, simboleggiando il ripetersi infinito delle illusioni umane.

Cosa succederebbe se l'umanità sparisse dalla faccia della Terra? Il "Dialogo di un folletto e di uno gnomo" ti darà una risposta che ti farà riflettere! Leopardi immagina due creature fantastiche che commentano con ironia la scomparsa del genere umano.
Il Folletto e lo Gnomo, finalmente liberi dalle "angherie" degli uomini, possono prendersi gioco delle nostre presunzioni antropocentriche. Quella specie che si credeva la più importante è svanita nel nulla, e la Natura continua imperterrita il suo corso!
Le ragioni della scomparsa umana sono tragicomiche: gli uomini "disordinavano tra loro" (facevano sempre guerre), "hanno navigato" troppo (distruggendo illusioni con troppe scoperte), si sono "mangiati tra loro" (cannibalismo), si sono suicidati, sono "infracidati" nell'ozio (perdendo la vitalità degli antichi).
Il messaggio è potente: l'uomo ha "studiato tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male". Ma la cosa più geniale è che Leopardi mostra come ogni specie si creda superiore alle altre - la presunzione non è solo umana, è universale!
Ironia leopardiana: I due protagonisti chiamano gli uomini "furfanti" e "monelli" - un modo divertente per ridimensionare la nostra importanza cosmica!
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L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
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Samantha Klich
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Anastasia
utente Android
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Francesca
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Marianna
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Greenlight Bonnie
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Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
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Chiara
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Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
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Sudenaz Ocak
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A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
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Scopri i capolavori di Giacomo Leopardi attraverso le sue opere più celebri! Dal fascino misterioso de "L'Infinito" alla malinconia di "Alla Luna", fino alle profonde riflessioni delle Operette Morali - questi testi ti faranno capire perché Leopardi è considerato uno... Mostra di più

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Hai mai guardato oltre una siepe e ti sei chiesto cosa ci fosse dall'altra parte? L'Infinito di Leopardi parte proprio da questa sensazione per portarci in un viaggio straordinario della mente.
Il poeta si trova sul colle Tabor a Recanati, seduto davanti a una siepe che gli impedisce di vedere l'orizzonte. Ma invece di essere un ostacolo, questa limitazione diventa il punto di partenza per un volo dell'immaginazione verso spazi infiniti e silenzi sovraumani.
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Non sottovalutare il potere dell'immaginazione in Leopardi - non è fuga dalla realtà, ma un vero e proprio strumento di conoscenza! Dove non arriva la vista, arriva la mente che ci apre le porte dell'infinito.
La tecnica poetica di Leopardi è raffinatissima. Usa enjambement continui che creano un flusso di immagini senza interruzioni, proprio come il pensiero che scorre verso l'infinito. Noterai anche l'alternanza tra bisillabi ('ermo colle', 'questa siepe') che rappresentano il finito e polisillabi ('interminati', 'profondissima', 'immensità') che evocano l'infinito.
I dimostrativi hanno un ruolo da protagonisti: "questo" e "questa" per le cose vicine e concrete, "quello" e "quella" per il vago e l'indeterminato. È come se le parole stesse ci accompagnassero in questo viaggio dal reale all'immaginario.
L'eterno per Leopardi non ha nulla di religioso - è semplicemente l'assenza di limiti, di suoni, di movimento. Un concetto che ti farà riflettere su cosa significhi davvero "infinito"!

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Immagina di avere una confidente silenziosa che ti ascolta sempre, senza giudicare: per Leopardi questa è la luna. "Alla Luna" è una poesia del 1819 che esplora il potere consolatorio dei ricordi, anche quando sono dolorosi.
Il poeta si rivolge alla luna come a una persona cara ("O graziosa luna", "O mia diletta luna"), creando una personificazione toccante. Un anno prima si recava sullo stesso colle, pieno di angoscia, a contemplarla mentre illuminava le selve. La sua immagine appariva nebulosa e tremula a causa delle lacrime che offuscavano la vista.
Quello che colpisce di più è il paradosso del ricordo: nonostante il dolore sia lo stesso ("travagliosa era mia vita: ed è"), il poeta trova piacere nel ricordare. Perché? Perché nella giovinezza "la speme ha ancora un corso lungo e la memoria uno breve" - significa che hai ancora molto futuro davanti e pochi ricordi alle spalle.
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"Alla Luna" è costruita su un equilibrio perfetto tra due campi semantici opposti: quello del dolore e quello del piacere legato alla memoria. È come se Leopardi ti mostrasse che anche nei momenti più bui può esistere una forma di consolazione.
Dal lato del dolore troviamo parole come "angoscia", "nebuloso", "tremulo", "pianto", "travagliosa" - tutti termini che descrivono la sofferenza dell'io poetico. Dall'altro lato, il campo semantico della memoria e del piacere include "graziosa", "rammento", "rimirarti", "rischiari", "giova", "ricordanza".
La luna-persona diventa il simbolo di una presenza costante e rassicurante. I verbi usati per descriverla ("pendevi", "fai", "rischiari") e il sostantivo "volto" la trasformano in una compagna di vita, qualcuno che "c'è sempre" nei momenti difficili.
Il messaggio finale è potente: anche se il presente è doloroso quanto il passato, nella giovinezza il ricordo diventa dolce perché rappresenta un tesoro di esperienze che arricchiscono la nostra umanità.

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Ti è mai capitato di sentire una malinconia profonda alla fine di una giornata speciale? "Sera del dì di festa" (1820) cattura perfettamente questa sensazione universale, trasformandola in una riflessione sulla caducità della vita.
La poesia si apre con un paesaggio notturno di grande suggestione: "Dolce e chiara è la notte e senza vento" (nota la bellissima sinestesia che unisce sensazioni diverse). Ma questa pace esterna contrasta violentemente con il tormento interiore del poeta, che si rivolge a una donna indifferente alle sue sofferenze.
Il momento più drammatico arriva quando Leopardi accusa la "antica natura onnipossente" di averlo creato solo per soffrire: "A te la speme nego, mi disse, anche la speme; e d'altro non brillino gli occhi tuoi se non di pianto". È il primo apparire della Natura matrigna, crudele e indifferente.
Il canto dell'artigiano che torna a casa dopo i divertimenti diventa il simbolo di tutte le voci umane destinate a spegnersi nel tempo. Un suono che "fieramente mi stringe il core" perché ricorda al poeta quanto tutto sia effimero.
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La parte più potente di "Sera del dì di festa" è quella in cui Leopardi riflette sul potere distruttivo del tempo. Le sue domande retoriche sono un pugno allo stomaco: "Or dov'è il suono di que' popoli antichi? or dov'è il grido de' nostri avi famosi?"
Anche la grande Roma, con il suo impero, le armi e "il fragorio che n'andò per la terra e l'oceano", è ridotta al silenzio. Il messaggio è chiaro: niente di quello che facciamo sopravvive davvero al tempo. "Tutto è pace e silenzio, e tutto posa il mondo, e più di lor non si ragiona."
La poesia si chiude con un ricordo d'infanzia che rivela come questa consapevolezza tormentasse Leopardi fin da piccolo. Anche allora, sentendo un canto che si allontanava nella notte dopo una festa, provava la stessa stretta al cuore. La differenza è che ora ha piena coscienza di questa "amara legge esistenziale".
I temi centrali - l'infelicità esistenziale e il contrasto tra gioia festiva e ritorno alla normalità - attraversano tutto il componimento con una forza emotiva che ti coinvolge completamente.

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Preparati a uno dei testi più sconvolgenti di Leopardi! Nel "Dialogo della Natura e di un Islandese" (1824) assistiamo al ribaltamento definitivo: la Natura non è più madre benevola, ma una forza crudele e indifferente.
L'Islandese ha viaggiato per il mondo cercando di fuggire le sofferenze che la Natura gli infliggeva. Ma in Africa incontra proprio lei, sotto forma di una donna gigantesca "tra bella e terribile". Il suo lungo monologo è un j'accuse spietato: prima pensava che il dolore venisse dai rapporti umani, poi che fosse colpa di chi oltrepassava i limiti naturali, infine ha capito la verità.
La sofferenza è insita nell'uomo! La Natura ci ha creati con un "desiderio insaziabile di piacere" che non solo è irraggiungibile, ma spesso è anche dannoso. Viviamo sempre in pericolo, nella paura costante. Come dice citando Seneca: "ogni cosa è da temere".
La risposta della Natura è glaciale: lei agisce solo secondo un processo meccanico di creazione e distruzione, totalmente insensibile al destino delle sue creature. L'uomo non è al centro dell'universo - è solo uno strumento in questo "perpetuo circuito di produzione e distruzione".
Messaggio chiave: Con questo dialogo Leopardi supera definitivamente la visione antropocentrica del mondo - l'uomo non è più il protagonista della creazione.

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Il finale del "Dialogo della Natura e di un Islandese" è di un cinismo devastante. La domanda ultima dell'Islandese rimane senza risposta: "a chi piace o a chi giova cotesta vita infelicissima dell'universo?"
La conclusione grottesca è il tocco finale di Leopardi: l'Islandese viene sbranato da due leoni affamati (che così sopravviveranno un solo giorno in più) oppure muore sepolto dalla sabbia e diventa una mummia. È l'ultimo sfregio della Natura - una morte assurda che rivela l'inutilità di ogni sofferenza.
Lo stile dell'operetta si basa sulla tecnica dell'accumulo: prima di sofferenze ("arso dal caldo fra i tropici, rappreso dal freddo verso i poli"), poi di accuse contro la Natura ("ci assalti, ci pungi, ci laceri, ci offendi, ci perseguiti"). È un crescendo di tensione che esplode nella rivelazione finale.
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Un venditore di calendari cerca di convincere un passante a comprare l'almanacco del nuovo anno, promettendo che sarà migliore di quello che sta finendo. Ma il passeggere (che rappresenta Leopardi stesso) gli fa una domanda semplice: "A quale degli anni passati vorreste che assomigliasse questo nuovo?"
Il venditore si smarrisce - non riesce a trovare un solo anno della sua vita che vorrebbe rivivere! Eppure spera che il futuro sia migliore. È la contraddizione che viviamo tutti: il passato non ci soddisfa, il presente ci delude, ma il futuro... ah, quello sì che sarà bello!
La conclusione è amara ma illuminante: "la vita che è una cosa bella è la vita futura" - quella che non conosciamo e di cui possiamo illuderci. La felicità esiste solo come attesa, mai come esperienza reale.
Genialità leopardiana: Il dialogo inizia e finisce con lo stesso grido del venditore, simboleggiando il ripetersi infinito delle illusioni umane.

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Cosa succederebbe se l'umanità sparisse dalla faccia della Terra? Il "Dialogo di un folletto e di uno gnomo" ti darà una risposta che ti farà riflettere! Leopardi immagina due creature fantastiche che commentano con ironia la scomparsa del genere umano.
Il Folletto e lo Gnomo, finalmente liberi dalle "angherie" degli uomini, possono prendersi gioco delle nostre presunzioni antropocentriche. Quella specie che si credeva la più importante è svanita nel nulla, e la Natura continua imperterrita il suo corso!
Le ragioni della scomparsa umana sono tragicomiche: gli uomini "disordinavano tra loro" (facevano sempre guerre), "hanno navigato" troppo (distruggendo illusioni con troppe scoperte), si sono "mangiati tra loro" (cannibalismo), si sono suicidati, sono "infracidati" nell'ozio (perdendo la vitalità degli antichi).
Il messaggio è potente: l'uomo ha "studiato tutte le vie di far contro la propria natura e di capitar male". Ma la cosa più geniale è che Leopardi mostra come ogni specie si creda superiore alle altre - la presunzione non è solo umana, è universale!
Ironia leopardiana: I due protagonisti chiamano gli uomini "furfanti" e "monelli" - un modo divertente per ridimensionare la nostra importanza cosmica!
Il nostro assistente AI è costruito specificamente per le esigenze degli studenti. Sulla base dei milioni di contenuti presenti sulla piattaforma, possiamo fornire agli studenti risposte davvero significative e pertinenti. Ma non si tratta solo di risposte, l'assistente è in grado di guidare gli studenti attraverso le loro sfide quotidiane di studio, con piani di studio personalizzati, quiz o contenuti nella chat e una personalizzazione al 100% basata sulle competenze e sugli sviluppi degli studenti.
È possibile scaricare l'applicazione dal Google Play Store e dall'Apple App Store.
Sì, hai accesso completamente gratuito a tutti i contenuti nell'app e puoi chattare o seguire i Creatori in qualsiasi momento. Sbloccherai nuove funzioni crescendo il tuo numero di follower. Inoltre, offriamo Knowunity Premium, che consente di studiare senza alcun limite!!
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Strumenti Intelligenti NUOVO
Trasforma questi appunti in: ✓ 50+ Domande di Pratica ✓ Flashcard Interattive ✓ Simulazione d'esame completa ✓ Schemi per Saggi
contiene: ricerca della libertà, fondazione di un giornale inutile, il giardino del dolore, dialogo plotino porfirio, ultimo canto di saffo, l'infinito, la sera del dì di festa, a silvia, la quiete dopo la tempesta, il sabato del villaggio, a sè stesso
Analisi dettagliata e riassunto dell'introduzione alla cantica del paradiso e al canto I
Riassunto dettagliato sui malavoglia
introduzione e parafrasi.
La vita, le opere e il pessimismo del poeta Giacomo Leopardi
Gabriele D’Annunzio: vita, poetica e opere
vita e promessi sposi
App Store
Google Play
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS
L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
Sudenaz Ocak
utente Android
A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS