Parafrasi e analisi generale
Leopardi torna sulla stessa collina dopo un anno per guardare la luna, che brilla identica sopra il bosco. Le sue lacrime offuscano la vista dell'astro, perché la sua vita dolorosa non è cambiata per niente.
Eppure il poeta trova una consolazione inaspettata: ricordare e contare gli anni di sofferenza lo aiuta. Quando si è giovani, il ricordo del passato - anche se triste - diventa dolce perché la speranza del futuro è ancora lunga.
Questa poesia del 1819 fa parte dei Canti ed è profondamente romantica. Leopardi trasforma la luna nel suo confidente personale, creando un dialogo intimo tra uomo e paesaggio notturno. Come ne "L'infinito", anche qui il Monte Tabor diventa il luogo privilegiato per l'osservazione poetica.
Nota bene: La luna è protagonista di molte poesie leopardiane, da "La sera del dì di festa" al "Canto notturno di un pastore errante dell'Asia".