Sonetto 18: "Shall I Compare Thee?"
Questo è probabilmente il sonetto più famoso di Shakespeare! Il poeta inizia paragonando l'amico a una giornata estiva, ma subito si rende conto che non è un paragone giusto. L'amico è "più bello e più mite" dell'estate.
L'estate ha i suoi difetti: venti violenti, durata troppo breve, caldo eccessivo. La bellezza dell'amico, invece, è perfetta e eterna. La svolta arriva al verso 9 con la parola "but": qui Shakespeare promette l'immortalità attraverso la poesia.
Il messaggio è potente: mentre tutto in natura è destinato a morire, i versi eterni del poeta renderanno immortale la bellezza dell'amato. È una promessa d'amore che va oltre la morte.
Nel Sonetto 130 ("My Mistress' Eyes"), Shakespeare fa l'opposto: descrive la sua donna in modo completamente anti-convenzionale, elencando tutti i suoi difetti fisici, ma concludendo che la ama proprio così com'è.
Geniale! Shakespeare dimostra che l'arte può sconfiggere il tempo e rendere eterna la bellezza umana.