I Primi Tudor: Enrico VII e Enrico VIII
Enrico VII è il re che finalmente pose fine alla Guerra delle Rose, unendo le casate di Lancaster e York attraverso il simbolo della rosa Tudor. La sua strategia? Evitare conflitti a tutti i costi attraverso tasse elevate e il divieto per i nobili di formare eserciti privati.
Non solo politica interna: Enrico VII finanziò anche le esplorazioni di John Cabot in America e portò l'Umanesimo nelle università inglesi grazie a figure come Erasmo da Rotterdam. Quando morì nel 1509, lasciò un'Inghilterra stabile e in pace.
Enrico VIII salì al trono a soli 18 anni e inizialmente fu il perfetto re rinascimentale: sportivo, musicista, poeta e persino "difensore della fede" secondo il Papa. Ma tutto cambiò quando chiese l'annullamento del matrimonio con Caterina d'Aragona per non aver avuto un erede maschio.
Il rifiuto del Papa scatenò la rottura con Roma nel 1534. Con l'Atto di Supremazia, Enrico si proclamò capo supremo della Chiesa d'Inghilterra, concentrando nelle sue mani potere temporale e religioso. Il cancelliere Thomas Cromwell soppresse 400 monasteri, vendendo le loro terre alla nuova classe mercantile.
Curiosità: Enrico VIII ebbe sei mogli! Anna Bolena fu giustiziata, Jane Seymour morì di parto dopo aver dato alla luce Edoardo VI, e Caterina Parr supervisionò l'educazione dei futuri sovrani.











