La vita e la formazione filosofica
Arthur Schopenhauer nasce a Danzica nel 1788 in una famiglia benestante. Subisce un duro colpo quando il padre si suicida nel 1800, evento che segnerà profondamente il suo pensiero. Grazie alla madre scrittrice, entra in contatto con importanti intellettuali, tra cui Goethe.
Dopo aver studiato medicina a Gottinga, si appassiona alla filosofia e si laurea con una tesi intitolata "La quadruplice radice del principio di ragion sufficiente". Nel 1819 pubblica la sua opera principale, "Il mondo come volontà e rappresentazione", che inizialmente passa inosservata. Solo nel 1851, con la pubblicazione dei "Parerga e Paralipomeni", raggiunge finalmente la fama tanto desiderata.
La filosofia di Schopenhauer parte dalla distinzione kantiana tra fenomeno e noumeno, ma giunge a conclusioni completamente diverse. Per il filosofo, il mondo si presenta sotto due aspetti: come rappresentazione (fenomeno) e come volontà (noumeno).
⚡ Schopenhauer riduce le forme a priori kantiane a tre sole intuizioni: spazio, tempo e causa. Questa semplificazione sarà fondamentale per tutta la sua visione del mondo.
A differenza di Kant, per Schopenhauer la realtà esterna esiste solo in quanto rappresentazione del soggetto. Non si tratta quindi di una realtà oggettiva, ma di un'apparenza, un'illusione che il filosofo paragona al Velo di Maya della filosofia orientale.




