La vita e le influenze di Schopenhauer
Questo filosofo tedesco nato nel 1788 aveva un carattere decisamente difficile - cinico, misogino e così sicuro di sé da mettere le sue lezioni nello stesso orario di quelle di Hegel (risultato: aule vuote!). Ma proprio il suo pessimismo lo renderà famoso dopo i moti del 1848, quando l'ottimismo borghese mostrerà le sue crepe.
Schopenhauer mescola sapientemente filosofia occidentale e orientale. Da Platone prende le idee eterne, da Kant l'impostazione soggettiva della conoscenza, mentre odia profondamente Hegel definendolo "sicario della verità". Introduce per primo buddismo e induismo nel pensiero europeo.
La sua opera principale "Il mondo come volontà e rappresentazione" (1818) passa quasi inosservata, ma nel 1851 i "Parerga e paralipomena" lo rendono finalmente celebre. Il timing è perfetto: l'Europa post-rivoluzionaria è pronta per il suo pessimismo.
Curiosità: Schopenhauer considerava Hegel un "ciarlatano pesante e stucchevole" - non proprio un fan!




