La vita di un pessimista geniale
Nato nel 1788 da una famiglia infelice, Schopenhauer vive un'infanzia traumatica: padre suicida, madre distante, attacchi di panico e allucinazioni. Questa sofferenza personale alimenterà la sua filosofia del dolore.
A Weimar frequenta il salotto della madre dove incontra Goethe, che diventa suo amico. Scopre la filosofia indiana che sarà fondamentale per il suo pensiero - le Upanishad saranno "la consolazione della sua vita".
Odia profondamente Hegel, definendolo "un ciarlatano ottuso" e accusandolo di trasformare lo stato in una divinità. Nel 1844 scopre Leopardi e riconosce in lui un'anima gemella - Francesco De Sanctis dirà che "Schopenhauer ha creato la metafisica del dolore, Leopardi la poesia del dolore".
Il mondo come volontà e rappresentazione
La sua opera principale espone il sistema completo: il mondo che percepiamo è solo rappresentazione interna alla nostra mente, costruita attraverso le forme a priori di spazio, tempo e causalità.
Ma il velo di Maya si rompe grazie all'esperienza del corpo: sentiamo di essere fatti di volontà, quella forza cieca che ci spinge a vivere. Il mondo intero è manifestazione di questa volontà invisibile, inconscia e irrazionale.
📚 Capolavoro filosofico: "Il mondo come volontà e rappresentazione" rivela la verità nascosta: siamo burattini di una forza cieca che vuole solo perpetuare se stessa!