Lucano e il suo tempo
Lucano vive sotto Nerone e la sua figura racchiude tutte le contraddizioni dell'epoca giulio-claudia. Prima di tutto, si avvicina allo stoicismo tramite suo zio Seneca e il maestro Anneo Cornuto - una filosofia che lo porta a criticare duramente la realtà del suo tempo.
Inizialmente entra nella famosa "cohors amicorum" di Nerone (letteralmente "coorte di amici", ma il termine militare tradisce le vere intenzioni dell'imperatore). Fa carriera rapidamente, partecipa ai Neronia del 60 d.C. e pubblica i primi tre libri della Pharsalia lodando ancora Nerone.
Poi qualcosa si rompe definitivamente. I critici individuano tre cause: invidia letteraria di Nerone per il successo di Lucano, divergenze ideologico-politiche (Lucano diventa filo-repubblicano), e il raffreddamento dei rapporti tra Seneca e l'imperatore. Il risultato? Lucano aderisce alla congiura dei Pisoni per eliminare Nerone e, scoperto, viene condannato al suicidio forzato nel 65 d.C.
Ricorda: A differenza di Seneca, che Tacito descrive come un nuovo Socrate, Lucano viene ritratto come un codardo che accusa persino la madre pur di salvarsi.



































