La Volontà di Vivere e l'Illusione dell'Amore
Il noumeno kantiano coincide per Schopenhauer con la volontà di vivere, una forza inconscia, unica, eterna e incausata che ci rende schiavi. Questa volontà si oggettivizza nel nostro corpo e nei nostri organi, spingendoci costantemente a desiderare sempre di più.
L'amore è un inganno del "genio della specie". Quando un uomo e una donna si innamorano, credono di aver trovato l'anima gemella, ma in realtà stanno solo seguendo l'istinto di procreazione. Come dice ironicamente: "uomo e donna sono due infelicità che si uniscono per dare una terza infelicità".
La vita umana oscilla come un pendolo tra tre stati: dolore, noia e, per brevissimi periodi, felicità. Il piacere viene visto solo come cessazione momentanea del dolore, che è eterno e immutabile. Ogni felicità ha natura negativa, non positiva.
Collegamento importante: Il tema del sogno attraversa tutta la filosofia di Schopenhauer, citando Shakespeare ("siamo fatti della stessa stoffa dei sogni") e Calderón ("La vita è sogno").