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La Belle Époque e la società di massa, l'età Giolittiana e come scoppia la Prima Guerra mondiale.

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 La Belle Époque e la Società di massa
Scienza, tecnologia e industria tra 800 e 900:
Il periodo 1870-1914 è quello della "Seconda rivoluzio

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Sintesi sulla Belle Époque e la società di massa, l'età Giolittiana e come scoppia la Prima Guerra mondiale (contesto storico-politico).

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La Belle Époque e la Società di massa Scienza, tecnologia e industria tra 800 e 900: Il periodo 1870-1914 è quello della "Seconda rivoluzione industriale", le cui caratteristiche furono: →l'uso di nuove materie prime e nuove fonti energetiche (elettricità, petrolio); →un rapporto molto stretto tra scienza, tecnica e industria; →una rivoluzione nei modi di produzione e nei trasporti; →una diversa organizzazione delle aziende e delle società finanziarie. Furono portate a compimento invenzioni che rivoluzionarono la vita quotidiana di milioni di persone, come l'automobile, il cinematografo, l'aereo, il telegrafo e il telefono, la macchina fotografica portatile, solo per citare le più significative. Notevoli progressi si registrarono anche nella medicina e nella chimica (vaccino x tubercolosi, gruppi sanguigni, aspirina, radioattività, cemento, concimi chimici,..). Il nuovo capitalismo: Durante la Seconda rivoluzione industriale ha inizio l'epoca della produzione in serie, grazie a una nuova organizzazione del lavoro in fabbrica basata sull'introduzione della catena di montaggio (che fa la sua comparsa nel 1912 nelle industrie automobilistiche Ford) e sull'applicazione dei princípi del metodo scientifico (scientific management) dell'ingegnere americano Taylor, che individuano nella scomposizione del ciclo produttivo il metodo migliore per la produzione seriale. I nuovi sistemi consentono una notevole accelerazione dei ritmi lavorativi, ma portano anche alla spersonalizzazione del lavoro. Permettono inoltre di creare beni standardizzati poco costosi, adatti alle esigenze dei...

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ceti medi e del mercato di massa: fanno infatti la loro apparizione i grandi magazzini, la pubblicità, le vendite a rate, che favoriscono la diffusione dei nuovi stili di consumo. Queste innovazioni produttive sono possibili grazie al contributo economico di banche, società finanziarie e azionisti privati, che finanziano le imprese («capitalismo finanziario»). Per evitare i pericoli di un'eccessiva concentrazione industriale e finanziaria (cartelli che spesso prendono la forma monopoli o oligopoli) i vari Paesi - a partire dagli Stati Uniti - mettono a punto le prime legislazioni antitrust. Per fronteggiare gli effetti della Grande depressione (1873-1896) gli Stati adottano misure protezionistiche. Alcuni Paesi, come l'Italia, optano invece per un «capitalismo di Stato», che regola lo sviluppo industriale sulla base degli interessi nazionali. La società di massa e le grandi migrazioni: Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo le «masse» assumono un peso sempre maggiore nella società sia per l'ampliarsi della società industriale, sia per l'incremento demografico. Grazie al miglioramento delle condizioni di vita si registra una crescita della popolazione e una maggiore urbanizzazione, che è all'origine di una democratizzazione della vita sociale e politica, ma anche di una crescente omologazione culturale. La borghesia continua a essere la classe dominante della società occidentale e si divide al suo interno in alta, media e piccola borghesia. Mentre si fa sempre piú marginale il ruolo dell'aristocrazia, cresce il peso del proletariato, con associazione operaie e partiti socialisti di ispirazione marxista. Si formano in questi anni i partiti di massa, mentre in molti Paesi viene concesso il suffragio universale maschile e i primi movimenti femministi («suffragette») si battono per il diritto di voto alle donne. Un altro elemento distintivo della società di massa sono le grandi migrazioni che spingono milioni di europei verso le Americhe; la destinazione privilegiata sono gli Stati Uniti, visti come la terra delle opportunità in cui è possibile cambiare il corso della propria vita. La Belle Époque: Il periodo a cavallo tra Otto e Novecento è chiamato Belle Époque, perché per la prima volta l'umanità è convinta di vivere in un'epoca in cui il progresso sembra inarrestabile. Grazie a un benessere diffuso si creano opere che simboleggiano la potenza dell'ingegno umano (come la Tour Eiffel a Parigi) e la maggior parte della popolazione ha a disposizione tempo libero, da occupare in attività ricreative come lo sport o il cinematografo. Ma all'inizio del XX secolo nuove scoperte scientifiche (radioattività, teoria della relatività, esistenza dell'inconscio) mettono in crisi l'ottimismo positivista e la fiducia nel futuro, aprendo la strada all'età dell'irrazionalismo, in cui le prime critiche alla società di massa si esprimono in teorie come il «superuomo» di Nietzsche e in dottrine che esaltano la forza e la violenza contro la mediocrità della vita borghese. L'Italia Giolittiana L'Italia d'inizio Novecento: Negli ultimi decenni dell'Ottocento l'Italia vive una rapida crescita economica. Grazie all'adozione di misure protezionistiche il capitalismo di Stato dà un forte impulso ad alcuni settori nevralgici (chimico, metallurgico, meccanico). Il Nord-Ovest del paese, con il triangolo industriale, passa a un'economia di fabbrica e l'aiuto delle banche consente la nascita di nuovi gruppi industriali, ma l'Italia rimane comunque un paese agricolo. Tra i fattori di arretratezza permangono l'analfabetismo, l'emigrazione e il divario tra Nord e Sud. All'inizio del Novecento l'Italia è caratterizzata da una crescente tensione sociale che contrappone al nord i grandi imprenditori alla classe operaia e al sud i proprietari terrieri ai braccianti agricoli. Questa situazione si inserisce in un quadro di confusione istituzionale che tocca il culmine con l'assassinio di Umberto I (1900). Vittorio Emanuele III chiama al governo Zanardelli, che affida il ministero degli interni a Giolitti. Questi gli succede al governo nel 1903 e ricopre questo ruolo, quasi ininterrottamente, fino al 1914 («età giolittiana»), cercando di allargare la base del consenso popolare con una politica spregiudicata e pragmatica. Tre questioni: "sociale”, “cattolica”, “meridionale": Nell'ultimo decennio dell'Ottocento il movimento dei lavoratori accresce la sua importanza, grazie a misure come l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita (1877) e l'allargamento del diritto di voto (1882). Nascono cosí la prima Camera del lavoro (1891) e il Partito socialista italiano (1892), mentre nelle campagne si diffondono le leghe contadine. Giolitti opera per garantire maggiore libertà di azione ai lavoratori e promuove una legislazione assistenziale e previdenziale. Durante l'ondata di scioperi del biennio 1901-1902 mantiene il governo neutrale e favorisce la trattativa tra padroni e salariati, varando leggi favorevoli ai lavoratori e invita i socialisti al governo, ma Turati rifiuta. Dopo lo sciopero generale del 1904 Giolitti scioglie le camere; torna al governo nel maggio 1906 e grazie al sostegno parlamentare dei socialisti vara alcune importanti riforme: la nazionalizzazione delle ferrovie (1905), la conversione della rendita dei titoli pubblici (1906), il monopolio statale sulle assicurazioni sul lavoro (1912). Nonostante nuovi scioperi la politica di conciliazione dura fino al 1912. Alle elezioni del 1904 Giolitti cerca un'intesa coi cattolici, in cambio della rinuncia a posizioni anticlericali; in parlamento fanno cosí la loro comparsa i primi «cattolici deputati». In seguito all'introduzione del suffragio universale maschile (1912) Giolitti sfrutta i timori della Chiesa e con il Patto Gentiloni (1913) ottiene l'appoggio dei cattolici per i candidati liberali, ottenendo la vittoria alle elezioni del 1913. L'espansione industriale accresce ulteriormente il divario tra Nord e Sud, dominato da un'agricoltura latifondistica. Giolitti vara leggi speciali per il meridione (1904-1909), che prevedono interventi mirati che si dimostreranno inefficaci. La guerra di Libia: Quando Giolitti diviene primo ministro l'Italia è schierata a fianco di Germania e Austria nella Triplice alleanza (1882), ma cerca accordi con Regno Unito e Francia per ottenere sbocchi in Africa. Dopo il fallimento della campagna d'Etiopia i nazionalisti chiedono una ripresa della politica coloniale, sostenendo che la conquista di nuovi territori può servire a dare terre ai contadini meridionali. Giolitti trova quindi un'intesa con Regno Unito e Francia per annettere la Libia. Nel settembre 1911 l'Italia dichiara guerra alla Turchia; con la Pace di Londra (ottobre 1912) l'Italia ottiene la Libia e le isole del Dodecaneso. Da Giolitti a Salandra: Nel 1912 Giolitti vara una riforma elettorale che introduce il suffragio universale maschile. Grazie al patto Gentiloni alle elezioni dell'autunno 1913 i liberali ottengono una maggioranza schiacciante, ma la politica del governo è condizionata dai cattolici. Nel marzo 1914 Giolitti decide di dimettersi; lasciando un Paese piú moderno e industrializzato, su cui però pesano forti elementi di arretratezza e una forte tensione sociale. Gli succede il conservatore Salandra. Come scoppiò la Prima Guerra Mondiale? 1914→la scintilla che fa scoppiare la guerra, è l'uccisione dell'erede al trono austriaco, l'arciduca Francesco Ferdinando, avvenuta a Sarajevo il 28 giugno→causò indignazione di massa, provocò reazioni viscerali nel'opinione pubblica austriaca. A quei tempi, la morte del futuro erede al trono era una cosa gravissima, perché l'arciduca avrebbe governato per tutta la vita. Perché Sarajevo? Nella Bosnia vi era un mescolanza di etnie ostili, da pochi passò sotto il controllo austriaco alcuni ne furono contenti (Croati e i Bosniaci musulmani) e altri no (i Serbi, i quali volevano il proprio paese libera e indipendente). Serbia (slavi ortodossi) x Russia (slavi ortodossi) SACRO EGOISMO→ne parla il Presidente del Consiglio Salandra tutti i paesi pensano per sé e ciascuno per la propria sicurezza cerca alleanze. Austria ("il mondo capirà, la Serbia è uno stato canaglia", ma se attaccasse la Serbia, la Russia potrebbe intervenire) + Germania (in quel periodo, la più forte potenza industriale e il più esercito del mondo) + 'Italia' (in nome del sacro egoismo inizialmente rimase fuori dalla guerra) = Triplice Alleanza 3 LUGLIO= Funerale dell'arciduca austriaco 4 LUGLIO= Lettera da Francesco Giuseppe al Kaiser: "La Serbia va punita, non sei d'accordo che bisogna far qualcosa?" 5 LUGLIO= Kaiser manda un telegramma a Francesco Giuseppe: "State tranquilli, che in caso la Russia attaccasse, ci siamo noi. Ma sicuramente la Russia non si farà coinvolgere" Questione delle alleanze→Russia + Serbia + Francia. Perché Francia e Russia? Sulla carta d'Europa di quel periodo, la Germania occupava il confine tra Francia e Russia. Ancora prima della guerra del 1914, le potenze si armarono fino ai denti, molti soldi furono spesi per gli armamenti; perché avevano paura gli uni degli altri ed erano preoccupati per la propria sicurezza. "La grande illusione"=di Norman Angell, parla dell'illusione delle grandi potenze che credono che avere un grande esercito e prepararsi a vincere la prossima guerra sia una garanzia, quando, in verità, non è così (la prossima guerra la perderanno tutti, anche i vincitori). Paradosso della sicurezza io voglio essere più sicuro, quindi mi armo, i miei 'vicini' si sentono in pericolo e si armano anche loro (Francia aumenta la leva militare da due a tre anni e la Germania la vede come una minaccia). Da anni, vi è una continua pianificazione, creduta precisa ed efficace, sul piano politico-militare, PARADOSSO=alcuni politici che non credono nella riuscita della prossima guerra, erano a capo di paesi armati fino ai denti. A Londra→Ministro degli Esteri, Sir Edward Grey, parlando con l'ambasciatore tedesco, principe Lichnowsky: "Se scoppiasse una guerra europea per un attacco austriaco alla Serbia e la Russia, spinta dall'opinione pubblica, marciasse contro l'Austria. Costringendo in tal modo la Germania ad andare in soccorso dell'Austria, la Francia sarebbe inevitabilmente coinvolta e nessuno sa dove si potrebbe arrivare". Aprile 1914→Russia e Inghilterra stanno negoziando un accordo navale e Berlino non ne è molto contento. 23 luglio→Da Vienna viene mandato un ULTIMATUM alla Serbia: "Il governo Serbo non ha fatto niente per impedire il proliferare del terrorismo. Ufficiali e funzionari serbi sono coinvolti nell'attentato di Sarajevo. Perciò, noi austriaci vogliamo che il governo Serbo pubblichi una dichiarazione in cui si dissocia da ogni forma di ostilità all'Austria. Il governo Serbo dovrà chiudere tutti i giornali e sciogliere tutte le associazioni che seminano l'odio contro l'Austria. Il governo Serbo dovrà licenziare tutti i funzionari pubblici e gli ufficiali che sono in qualche modo coinvolti nell'odio contro l'Austria". ["Tanto poco Belgrado si preoccupa di Manchester, altrettanto Manchester si preoccupa di Belgrado"-ma->L'Inghilterra nota che la Germania sta diventando più forte (paradosso della sicurezza)→questa guerra è fra una Germania che aspira alla dittatura politica in Europa e le potenze che vogliono stare libere. Wilson: "Quale sarebbe il numero dei soldati inglesi che sarebbero d'aiuto alla Francia?" Foch: "Uno solo e faremo in modo che venga ucciso"→quello che conta è che l'opinione pubblica inglese sia mobilitata per una causa.] → Quasi tutte le condizioni furono accettate (rifiutò uno solo dei 15 punti richiesti dall'Austria, cioè che le indagini sulla morte dell'arciduca fossero condotte dalla stessa Austria), la Serbia contattò la Russia, per richiedere appoggio. 26 luglio 27 luglio 28 luglio L'Austria rifiuta la risposta della Serbia. Il ministro della marina inglese, Winston Churchill, decise che la propria flotta si trasferisse nel porto da guerra e ciò fece insorgere dei dubbi alla Germania. La borsa tedesca crolla. Il kaiser ritorna dalle vacanze e rimane contento della risposta della Serbia all'ultimatum. Lo stesso giorno l'Austria dichiara guerra alla Serbia. 29 luglio comincia l'armamento Russo + avviene lo scambio di telegrammi tra 'Willy' e 'Nicky', che durò fino all'uno agosto, quando la Germania (Willy) dichiara la guerra alla Russia (Nicky). Tra il 29 luglio e l'1 agosto: -Secondo la Germania la guerra è respondabilità della Russia (e Francia) + avevano bisogno che la guerra venisse mobilitata in loro favore dall'opinione pubblica (vittimizzandosi); -Belgio era uno Stato neutrale= gode di una garanzia, firmata da tutte le grandi potenze (comprese Germanie e Ingiltterra), che il Belgio rimanga naturale. Per l'Inghilterra, il Belgio fungeva da collegamento fondamentale per l'Europa; -Piano Schliffen→piano strategico che prevedeva il passaggio per il Belgio; -2^ scommessa=se l'Inghilterra resta fuori dalla guerra, bisogna capire cosa fare col Belgio, perché era già certo che la Germania avrebbe conquistato il Belgio; -La Germania propone un'alleanza all'Inghilterra (però ha sottinteso che avrebbe invaso il Belgio, quindi U.K. dovrà intervenire); -30 luglio→Berlino da la respondabilità della guerra a Vienna (siete sicuri di voler fare guerra?) -La Germania invade Lussemburgo; -31 luglio→Russia riceve un ultimatum dalla Germania, di fermare la mobilitazione; -3 agosto→Germania dichiara guerra alla Francia

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Grazie, mi aiuterà molto perché stiamo insegnando questo argomento ora! 😁

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La società di massa e le grandi migrazioni: Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo le «masse» assumono un peso sempre maggiore nella società sia per l'ampliarsi della società industriale, sia per l'incremento demografico. Grazie al miglioramento delle condizioni di vita si registra una crescita della popolazione e una maggiore urbanizzazione, che è all'origine di una democratizzazione della vita sociale e politica, ma anche di una crescente omologazione culturale. La borghesia continua a essere la classe dominante della società occidentale e si divide al suo interno in alta, media e piccola borghesia. Mentre si fa sempre piú marginale il ruolo dell'aristocrazia, cresce il peso del proletariato, con associazione operaie e partiti socialisti di ispirazione marxista. Si formano in questi anni i partiti di massa, mentre in molti Paesi viene concesso il suffragio universale maschile e i primi movimenti femministi («suffragette») si battono per il diritto di voto alle donne. Un altro elemento distintivo della società di massa sono le grandi migrazioni che spingono milioni di europei verso le Americhe; la destinazione privilegiata sono gli Stati Uniti, visti come la terra delle opportunità in cui è possibile cambiare il corso della propria vita. La Belle Époque: Il periodo a cavallo tra Otto e Novecento è chiamato Belle Époque, perché per la prima volta l'umanità è convinta di vivere in un'epoca in cui il progresso sembra inarrestabile. Grazie a un benessere diffuso si creano opere che simboleggiano la potenza dell'ingegno umano (come la Tour Eiffel a Parigi) e la maggior parte della popolazione ha a disposizione tempo libero, da occupare in attività ricreative come lo sport o il cinematografo. Ma all'inizio del XX secolo nuove scoperte scientifiche (radioattività, teoria della relatività, esistenza dell'inconscio) mettono in crisi l'ottimismo positivista e la fiducia nel futuro, aprendo la strada all'età dell'irrazionalismo, in cui le prime critiche alla società di massa si esprimono in teorie come il «superuomo» di Nietzsche e in dottrine che esaltano la forza e la violenza contro la mediocrità della vita borghese. L'Italia Giolittiana L'Italia d'inizio Novecento: Negli ultimi decenni dell'Ottocento l'Italia vive una rapida crescita economica. Grazie all'adozione di misure protezionistiche il capitalismo di Stato dà un forte impulso ad alcuni settori nevralgici (chimico, metallurgico, meccanico). Il Nord-Ovest del paese, con il triangolo industriale, passa a un'economia di fabbrica e l'aiuto delle banche consente la nascita di nuovi gruppi industriali, ma l'Italia rimane comunque un paese agricolo. Tra i fattori di arretratezza permangono l'analfabetismo, l'emigrazione e il divario tra Nord e Sud. All'inizio del Novecento l'Italia è caratterizzata da una crescente tensione sociale che contrappone al nord i grandi imprenditori alla classe operaia e al sud i proprietari terrieri ai braccianti agricoli. Questa situazione si inserisce in un quadro di confusione istituzionale che tocca il culmine con l'assassinio di Umberto I (1900). Vittorio Emanuele III chiama al governo Zanardelli, che affida il ministero degli interni a Giolitti. Questi gli succede al governo nel 1903 e ricopre questo ruolo, quasi ininterrottamente, fino al 1914 («età giolittiana»), cercando di allargare la base del consenso popolare con una politica spregiudicata e pragmatica. Tre questioni: "sociale”, “cattolica”, “meridionale": Nell'ultimo decennio dell'Ottocento il movimento dei lavoratori accresce la sua importanza, grazie a misure come l'istruzione elementare obbligatoria e gratuita (1877) e l'allargamento del diritto di voto (1882). Nascono cosí la prima Camera del lavoro (1891) e il Partito socialista italiano (1892), mentre nelle campagne si diffondono le leghe contadine. Giolitti opera per garantire maggiore libertà di azione ai lavoratori e promuove una legislazione assistenziale e previdenziale. Durante l'ondata di scioperi del biennio 1901-1902 mantiene il governo neutrale e favorisce la trattativa tra padroni e salariati, varando leggi favorevoli ai lavoratori e invita i socialisti al governo, ma Turati rifiuta. Dopo lo sciopero generale del 1904 Giolitti scioglie le camere; torna al governo nel maggio 1906 e grazie al sostegno parlamentare dei socialisti vara alcune importanti riforme: la nazionalizzazione delle ferrovie (1905), la conversione della rendita dei titoli pubblici (1906), il monopolio statale sulle assicurazioni sul lavoro (1912). Nonostante nuovi scioperi la politica di conciliazione dura fino al 1912. Alle elezioni del 1904 Giolitti cerca un'intesa coi cattolici, in cambio della rinuncia a posizioni anticlericali; in parlamento fanno cosí la loro comparsa i primi «cattolici deputati». In seguito all'introduzione del suffragio universale maschile (1912) Giolitti sfrutta i timori della Chiesa e con il Patto Gentiloni (1913) ottiene l'appoggio dei cattolici per i candidati liberali, ottenendo la vittoria alle elezioni del 1913. L'espansione industriale accresce ulteriormente il divario tra Nord e Sud, dominato da un'agricoltura latifondistica. Giolitti vara leggi speciali per il meridione (1904-1909), che prevedono interventi mirati che si dimostreranno inefficaci. La guerra di Libia: Quando Giolitti diviene primo ministro l'Italia è schierata a fianco di Germania e Austria nella Triplice alleanza (1882), ma cerca accordi con Regno Unito e Francia per ottenere sbocchi in Africa. Dopo il fallimento della campagna d'Etiopia i nazionalisti chiedono una ripresa della politica coloniale, sostenendo che la conquista di nuovi territori può servire a dare terre ai contadini meridionali. Giolitti trova quindi un'intesa con Regno Unito e Francia per annettere la Libia. Nel settembre 1911 l'Italia dichiara guerra alla Turchia; con la Pace di Londra (ottobre 1912) l'Italia ottiene la Libia e le isole del Dodecaneso. Da Giolitti a Salandra: Nel 1912 Giolitti vara una riforma elettorale che introduce il suffragio universale maschile. Grazie al patto Gentiloni alle elezioni dell'autunno 1913 i liberali ottengono una maggioranza schiacciante, ma la politica del governo è condizionata dai cattolici. Nel marzo 1914 Giolitti decide di dimettersi; lasciando un Paese piú moderno e industrializzato, su cui però pesano forti elementi di arretratezza e una forte tensione sociale. Gli succede il conservatore Salandra. Come scoppiò la Prima Guerra Mondiale? 1914→la scintilla che fa scoppiare la guerra, è l'uccisione dell'erede al trono austriaco, l'arciduca Francesco Ferdinando, avvenuta a Sarajevo il 28 giugno→causò indignazione di massa, provocò reazioni viscerali nel'opinione pubblica austriaca. A quei tempi, la morte del futuro erede al trono era una cosa gravissima, perché l'arciduca avrebbe governato per tutta la vita. Perché Sarajevo? Nella Bosnia vi era un mescolanza di etnie ostili, da pochi passò sotto il controllo austriaco alcuni ne furono contenti (Croati e i Bosniaci musulmani) e altri no (i Serbi, i quali volevano il proprio paese libera e indipendente). Serbia (slavi ortodossi) x Russia (slavi ortodossi) SACRO EGOISMO→ne parla il Presidente del Consiglio Salandra tutti i paesi pensano per sé e ciascuno per la propria sicurezza cerca alleanze. Austria ("il mondo capirà, la Serbia è uno stato canaglia", ma se attaccasse la Serbia, la Russia potrebbe intervenire) + Germania (in quel periodo, la più forte potenza industriale e il più esercito del mondo) + 'Italia' (in nome del sacro egoismo inizialmente rimase fuori dalla guerra) = Triplice Alleanza 3 LUGLIO= Funerale dell'arciduca austriaco 4 LUGLIO= Lettera da Francesco Giuseppe al Kaiser: "La Serbia va punita, non sei d'accordo che bisogna far qualcosa?" 5 LUGLIO= Kaiser manda un telegramma a Francesco Giuseppe: "State tranquilli, che in caso la Russia attaccasse, ci siamo noi. Ma sicuramente la Russia non si farà coinvolgere" Questione delle alleanze→Russia + Serbia + Francia. Perché Francia e Russia? Sulla carta d'Europa di quel periodo, la Germania occupava il confine tra Francia e Russia. Ancora prima della guerra del 1914, le potenze si armarono fino ai denti, molti soldi furono spesi per gli armamenti; perché avevano paura gli uni degli altri ed erano preoccupati per la propria sicurezza. "La grande illusione"=di Norman Angell, parla dell'illusione delle grandi potenze che credono che avere un grande esercito e prepararsi a vincere la prossima guerra sia una garanzia, quando, in verità, non è così (la prossima guerra la perderanno tutti, anche i vincitori). Paradosso della sicurezza io voglio essere più sicuro, quindi mi armo, i miei 'vicini' si sentono in pericolo e si armano anche loro (Francia aumenta la leva militare da due a tre anni e la Germania la vede come una minaccia). Da anni, vi è una continua pianificazione, creduta precisa ed efficace, sul piano politico-militare, PARADOSSO=alcuni politici che non credono nella riuscita della prossima guerra, erano a capo di paesi armati fino ai denti. A Londra→Ministro degli Esteri, Sir Edward Grey, parlando con l'ambasciatore tedesco, principe Lichnowsky: "Se scoppiasse una guerra europea per un attacco austriaco alla Serbia e la Russia, spinta dall'opinione pubblica, marciasse contro l'Austria. Costringendo in tal modo la Germania ad andare in soccorso dell'Austria, la Francia sarebbe inevitabilmente coinvolta e nessuno sa dove si potrebbe arrivare". Aprile 1914→Russia e Inghilterra stanno negoziando un accordo navale e Berlino non ne è molto contento. 23 luglio→Da Vienna viene mandato un ULTIMATUM alla Serbia: "Il governo Serbo non ha fatto niente per impedire il proliferare del terrorismo. Ufficiali e funzionari serbi sono coinvolti nell'attentato di Sarajevo. Perciò, noi austriaci vogliamo che il governo Serbo pubblichi una dichiarazione in cui si dissocia da ogni forma di ostilità all'Austria. Il governo Serbo dovrà chiudere tutti i giornali e sciogliere tutte le associazioni che seminano l'odio contro l'Austria. Il governo Serbo dovrà licenziare tutti i funzionari pubblici e gli ufficiali che sono in qualche modo coinvolti nell'odio contro l'Austria". ["Tanto poco Belgrado si preoccupa di Manchester, altrettanto Manchester si preoccupa di Belgrado"-ma->L'Inghilterra nota che la Germania sta diventando più forte (paradosso della sicurezza)→questa guerra è fra una Germania che aspira alla dittatura politica in Europa e le potenze che vogliono stare libere. Wilson: "Quale sarebbe il numero dei soldati inglesi che sarebbero d'aiuto alla Francia?" Foch: "Uno solo e faremo in modo che venga ucciso"→quello che conta è che l'opinione pubblica inglese sia mobilitata per una causa.] → Quasi tutte le condizioni furono accettate (rifiutò uno solo dei 15 punti richiesti dall'Austria, cioè che le indagini sulla morte dell'arciduca fossero condotte dalla stessa Austria), la Serbia contattò la Russia, per richiedere appoggio. 26 luglio 27 luglio 28 luglio L'Austria rifiuta la risposta della Serbia. Il ministro della marina inglese, Winston Churchill, decise che la propria flotta si trasferisse nel porto da guerra e ciò fece insorgere dei dubbi alla Germania. La borsa tedesca crolla. Il kaiser ritorna dalle vacanze e rimane contento della risposta della Serbia all'ultimatum. Lo stesso giorno l'Austria dichiara guerra alla Serbia. 29 luglio comincia l'armamento Russo + avviene lo scambio di telegrammi tra 'Willy' e 'Nicky', che durò fino all'uno agosto, quando la Germania (Willy) dichiara la guerra alla Russia (Nicky). Tra il 29 luglio e l'1 agosto: -Secondo la Germania la guerra è respondabilità della Russia (e Francia) + avevano bisogno che la guerra venisse mobilitata in loro favore dall'opinione pubblica (vittimizzandosi); -Belgio era uno Stato neutrale= gode di una garanzia, firmata da tutte le grandi potenze (comprese Germanie e Ingiltterra), che il Belgio rimanga naturale. Per l'Inghilterra, il Belgio fungeva da collegamento fondamentale per l'Europa; -Piano Schliffen→piano strategico che prevedeva il passaggio per il Belgio; -2^ scommessa=se l'Inghilterra resta fuori dalla guerra, bisogna capire cosa fare col Belgio, perché era già certo che la Germania avrebbe conquistato il Belgio; -La Germania propone un'alleanza all'Inghilterra (però ha sottinteso che avrebbe invaso il Belgio, quindi U.K. dovrà intervenire); -30 luglio→Berlino da la respondabilità della guerra a Vienna (siete sicuri di voler fare guerra?) -La Germania invade Lussemburgo; -31 luglio→Russia riceve un ultimatum dalla Germania, di fermare la mobilitazione; -3 agosto→Germania dichiara guerra alla Francia