Politica Religiosa e Guerre di Luigi XIV
Luigi XIV voleva il controllo totale anche sulle coscienze dei sudditi. Perseguitò gli ugonotti (protestanti francesi) con l'Editto di Fontainebleau del 1685, costringendoli a convertirsi al cattolicesimo o emigrare. Represse anche i giansenisti, seguaci di Cornelius Jansen che proponevano una religiosità più austera simile al calvinismo.
Per unificare religiosamente il paese, aderì al gallicanesimo, creando una Chiesa Nazionale francese che rivendicava l'indipendenza da Roma e la superiorità del sovrano sul Papa.
Le guerre di Luigi XIV durarono complessivamente 46 anni, principalmente per accrescere il prestigio personale del re. Le principali furono: la Guerra di Devoluzione (1667-1668), la Guerra franco-olandese (1672-1678), la Guerra della Lega di Augusta (1688-1697) e la Guerra di Successione Spagnola (1701-1714).
Quest'ultima fu la più lunga e complessa, scoppiata per la successione al trono spagnolo dopo la morte di Carlo II. Si concluse con il Trattato di Utrecht (1714) che ridusse l'influenza francese in Europa.
Importante: Le continue guerre impoverirono la Francia nonostante i successi militari, creando i presupposti per le future crisi del regno.