Pietro il Grande e l'Assolutismo Russo
Mentre Luigi XIV dominava l'Occidente, all'estremo oriente Pietro I di Russia (1689-1725) stava trasformando un paese arretrato in una potenza europea. Il suo governo tendeva al dispotismo: potere illimitato ed arbitrario.
Nel 1697 Pietro fece una mossa rivoluzionaria: viaggiò incognito per l'Europa occidentale (Prussia, Olanda, Inghilterra) per studiare le tecniche più avanzate. Tornato in Russia, modernizzò completamente esercito e marina secondo i modelli occidentali.
Le Guerre del Nord (1700-1721) contro la Svezia furono decisive. Pietro voleva il controllo del Baltico per i suoi metalli preziosi e perché, a differenza di altri mari russi, non si ghiacciava mai. Dopo la vittoria a Nystad, la Russia dominava la costa baltica e la Svezia iniziò il suo declino.
Nel 1703 fondò Pietroburgo come piazzaforte militare, che nel 1713 diventò la nuova capitale. Simbolo dell'apertura all'Europa, aveva una posizione strategica migliore di Mosca per i rapporti internazionali.
L'espansione continuò verso l'Asia: attraverso la Siberia, Pietro conquistò la Kamcatka, le isole Curili e importanti città dell'Asia centrale. Alla sua morte (1725), la Russia si estendeva dal Baltico al Mar Nero, dal Caspio alla Siberia.
Trasformazione epocale: Pietro trasformò la Russia da paese marginale a protagonista della storia europea, gettando le basi per la futura potenza imperiale.