Le Prime Sfide dell'Italia Unita
Dopo l'Unità, l'Italia si trova subito nei guai. Le relazioni internazionali sono tese con Austria e Francia, mentre il Papa rifiuta di riconoscere il Regno italiano con il famoso Non expedit. Insomma, non proprio il miglior biglietto da visita!
Il divario Nord-Sud è drammatico: il Sud è agricolo e arretrato, il Nord inizia a sviluppare un'industria tessile (soprattutto seta) ma con condizioni di lavoro pessime. Salari bassi, orari lunghi e zero tutele per i lavoratori. L'Italia fatica a competere con le altre potenze europee.
In Parlamento si forma la Destra Storica guidata da Lanza e Minghetti. Hanno idee liberali ma credono che il potere debba restare nelle mani di pochi (la famosa "consorteria"). Realizzano progetti importanti come il traforo del Fréjus e il pareggio di bilancio grazie a Quintino Sella.
La svolta arriva nel 1876 con la "rivoluzione parlamentare": sale al governo Agostino Depretis della Sinistra Storica. Il suo programma è ambizioso: meno tasse doganali, più diritto di voto, scuola laica e gratuita. Ma per avere consenso, inventa il trasformismo - praticamente accordi sottobanco che indeboliscono il Parlamento.
💡 Ricorda: Il trasformismo segna la fine di un'epoca con la morte di Mazzini, Vittorio Emanuele II e Garibaldi.




