Continuità e fratture fra Stato e monarchie nazionali
Il passaggio dallo Stato feudale allo Stato moderno è stato un processo complesso e non omogeneo. Durante il XIV e XV secolo possiamo parlare di un rafforzamento in senso statale dei regni europei, che mostravano maggiore stabilità politico-amministrativa. Solo nel XVI secolo si arrivò a Stati organizzati ed efficienti, capaci di garantire l'esercizio del potere politico in modo centralizzato.
La storiografia moderna ha rivisto l'idea di una netta divisione tra Medioevo ed Età moderna. Gli storici hanno evidenziato come nel XIV e XV secolo gli Stati fossero ancora "compositi", con poteri locali che mantenevano caratteristiche feudali. Il crescente sentimento nazionale iniziò a svilupparsi solo nel corso del '500, parallelamente al rafforzamento delle monarchie.
Lo Stato moderno centralizzato troverà la sua piena realizzazione solo nel '600 e '700 con le monarchie assolute, dove il re amministrava e governava l'intero territorio nazionale con un potere sempre più accentrato.
💡 Non immaginate una transizione netta tra Medioevo ed Età moderna: si tratta di un processo graduale in cui per lungo tempo convissero elementi feudali ed elementi moderni nello stesso sistema politico.










