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La Caduta della Repubblica Romana e l'Ascesa di Augusto










L'età di Pompeo e Crasso
Dopo la fine della dittatura di Silla, Roma era un vero caos con rivolte che scoppiavano ovunque. La più preoccupante fu quella nella penisola iberica guidata da Quinto Sertorio, che il Senato affidò a Gneo Pompeo per essere risolta.
Pompeo, ambizioso e determinato, si alleò con Crasso promettendo riforme a favore dei populares se fossero stati eletti consoli insieme. Nel 70 a.C. ci riuscirono e iniziarono subito a smantellare il sistema di Silla.
Le loro riforme anti-sillane furono radicali: restituirono ai tribuni della plebe il diritto di veto, modificarono i tribunali, ridiedero l'appalto delle province asiatiche agli equites e fecero espellere dal Senato ben 81 membri nominati da Silla. Era l'inizio di una nuova era politica.
Ricorda: Il consolato di Pompeo e Crasso nel 70 a.C. segna la fine definitiva del sistema politico di Silla e il ritorno del potere ai populares.

Lo scandalo di Verre e le vittorie di Pompeo
Pompeo capì che il Senato era ormai corrotto oltre ogni limite. Il caso Verre lo dimostrò perfettamente: un pretore accusato di furti di opere d'arte e soprusi ai cittadini romani sembrava intoccabile, finché un giovane avvocato di nome Marco Tullio Cicerone riuscì a farlo condannare.
Terminato il consolato, Pompeo rifiutò di governare una provincia e rimase a Roma. Ma il Senato aveva un grosso problema: i pirati stavano causando carestie e bloccando i commerci nel Mediterraneo.
Pompeo ricevette un esercito impressionante - 500 navi, 120.000 soldati e 500 cavalieri - e in soli 3 mesi spazzò via completamente i pirati. Poi nel 66 a.C. sconfisse definitivamente Mitridate, il vecchio nemico di Roma, che nel 63 a.C. si uccise piuttosto che essere catturato.
Curiosità: La rapidità con cui Pompeo sconfisse i pirati (solo 3 mesi!) lo rese l'eroe militare più famoso di Roma.

La congiura di Catilina e il primo triumvirato
Lo scontro tra patrizi e populares era diventato feroce. Catilina, dopo l'ennesima sconfitta elettorale nel 63 a.C., progettò un colpo di stato armato per occupare Roma. Peccato che Cicerone scoprì tutto e il 21 ottobre svelò la congiura al Senato, facendo arrestare e giustiziare tutti i cospiratori.
Nel 60 a.C. accadde qualcosa di rivoluzionario: Cesare, Pompeo e Crasso strinsero un accordo segreto chiamato Primo Triumvirato. Non era ufficiale, ma funzionava benissimo: Pompeo avrebbe appoggiato Cesare per il consolato del 59 a.C., Cesare avrebbe sostenuto i progetti di Pompeo, e Crasso avrebbe ottenuto vantaggi per gli equites.
Nel 59 a.C. Cesare divenne console e mantenne le promesse. Distribuì terre ai veterani di Pompeo, ridusse di un terzo i canoni che i pubblicani dovevano versare allo Stato (grande regalo a Crasso), e diede terreni anche alla plebe. Il triumvirato funzionava alla perfezione.
Strategia politica: Il Primo Triumvirato dimostra come tre uomini ambiziosi potessero controllare Roma meglio di tutto il Senato messo insieme.

Le conquiste galliche e gli accordi di Lucca
Cesare voleva gloria militare e ricchezze, così ottenne il proconsolato in Gallia. L'occasione perfetta arrivò quando gli Elvezi minacciarono gli Edui, alleati di Roma. Era il pretesto che cercava per iniziare le sue leggendarie campagne galliche.
Mentre Cesare conquistava territori, a Roma Pompeo iniziava a preoccuparsi del suo crescente potere e sembrava pronto a nuove alleanze con il Senato. Per impedire questi tradimenti, nel 56 a.C. Cesare tornò in Italia e a Lucca rinnovò l'alleanza con Pompeo e Crasso.
Pompeo, dopo il suo secondo consolato, decise di rimanere a Roma invece di governare una provincia. Il Senato lo nominò addirittura "console senza collega" per controllare i disordini in città. Intanto Cesare completava la conquista della Gallia: nel 52 a.C. l'ultimo capo gallico si arrese e l'intera Gallia fu incorporata nell'impero romano.
Fatto epico: Le conquiste di Cesare in Gallia non solo lo resero ricchissimo, ma gli diedero anche un esercito di veterani fedeli fino alla morte.

Alea iacta est: Cesare attraversa il Rubicone
Il momento più drammatico della storia romana stava per arrivare. Cesare voleva candidarsi al consolato, ma il Senato, ormai terrorizzato dal suo potere, stabilì che tutti i candidati dovessero essere fisicamente presenti a Roma per essere eletti. Questo significava che Cesare doveva lasciare il comando dell'esercito e tornare come privato cittadino.
Il 10 gennaio del 49 a.C., Cesare prese la decisione più audace della storia: attraversò il Rubicone con il suo esercito pronunciando "Alea iacta est" (il dado è tratto). Era l'inizio della guerra civile più famosa dell'antichità.
Pompeo, colto di sorpresa, fuggì in Macedonia mentre Cesare marciava verso Roma senza resistenza. Nel 48 a.C. i due si scontrarono nella battaglia di Farsalo, dove Cesare trionfò definitivamente. Pompeo fuggì in Egitto dove fu ucciso.
Tornato a Roma, Cesare accentrò tutti i poteri e si fece nominare dittatore a vita. Avviò riforme economiche importantissime, ma il 15 marzo del 44 a.C. fu assassinato con 44 coltellate dai senatori. Nel testamento aveva scelto come erede Gaio Ottaviano.
Momento storico: L'attraversamento del Rubicone segna la fine definitiva della Repubblica romana e l'inizio dell'era imperiale.

Il secondo triumvirato e l'ascesa di Augusto
I senatori pensavano di poter controllare Ottaviano, ma si sbagliavano di grosso. Il giovane erede di Cesare non tollerava che gli assassini del padre adottivo restassero impuniti, così si alleò con Marco Antonio e Lepido formando nel 43 a.C. il Secondo Triumvirato a Bologna.
A differenza del primo, questo triumvirato era ufficiale e pubblico. Ma non durò: Ottaviano sconfisse Antonio nella battaglia di Azio e rimase l'unico padrone di Roma.
Nel 27 a.C. iniziò la "cauta rivoluzione" di Ottaviano. Si fece eleggere console, ma il Senato gli diede anche il titolo di Augustus e la carica di Princeps Senatus. Nel 23 a.C. ottenne la tribunicia potestas (che lo rendeva intoccabile) e l'imperium proconsulare (poteri militari supremi).
La nuova forma di governo si chiamava Principato: Augustus governava come "il migliore" con il consenso dei cittadini, mentre il Senato manteneva formalmente il potere di fare leggi ed eleggere magistrati. In realtà, tutto il vero potere era nelle mani del Princeps.
Genio politico: Augusto riuscì a diventare imperatore assoluto facendo credere a tutti di aver restaurato la Repubblica!

L'organizzazione amministrativa di Augusto
Augusto non era solo un politico astuto, era anche un grandissimo organizzatore. Creò nuove figure amministrative chiamate prefetti, ognuno con compiti specifici per far funzionare l'impero alla perfezione.
I prefetti più importanti erano: il Prefetto Urbano (manteneva l'ordine pubblico), il Prefetto dell'Annona (garantiva il cibo alla città), il Prefetto dei Vigili (polizia e pompieri) e il Prefetto del Pretorio (comandante della guardia imperiale). Augusto poteva nominarli e rimuoverli a piacimento.
Divise anche le province in due categorie: quelle senatorie (controllate dal Senato, le più pacifiche) e quelle imperiali (sotto il controllo diretto di Augusto, specialmente quelle di frontiera con gli eserciti).
Sul fronte militare, Augusto completò la conquista della Spagna sconfiggendo Asturiani, Baschi e Cantabri, sottomise i Liguri presso le Alpi e creò la nuova provincia di Pannonia. L'impero si stava stabilizzando e espandendo contemporaneamente.
Efficienza romana: Il sistema amministrativo di Augusto era così perfetto che rimase la base dell'organizzazione imperiale per secoli!

La disfatta di Teutoburgo e le riforme sociali
Non tutto andava sempre bene per i Romani. Nel 7 d.C. Augusto inviò Publio Quintilio Varo a governare la nuova provincia della Germania, ma fu un disastro totale: Varo e le sue tre legioni furono massacrate nella foresta di Teutoburgo. Augusto rimase così traumatizzato che si dice gridasse spesso "Varo, rendimi le mie legioni!"
Con i Parti, invece, Augusto fu più intelligente. Invece di guerre costose, preferì la diplomazia e riuscì a mantenere la pace sui confini orientali senza spargimenti di sangue.
A Roma, Augusto trasformò completamente la città con nuovi edifici e templi magnifici. Ma le sue riforme più controverse furono le "Leges Iuliae": leggi che obbligavano uomini e donne tra 25 e 65 anni a sposarsi, davano limitazioni nelle eredità a chi non aveva figli e premi in denaro a chi ne aveva molti.
Anche la condizione femminile migliorò: le donne potevano scegliere le proprie figure di riferimento, si iniziò a considerare la discendenza femminile e i figli potevano essere affidati alle madri in caso di divorzio.
Curiosità: Augusto era così ossessionato dalla demografia che voleva controllare persino i matrimoni dei suoi cittadini!

La morte di Augusto e la successione di Tiberio
Il 19 agosto del 14 d.C. Augusto morì dopo aver governato per quasi mezzo secolo. Nel suo testamento aveva scelto come successore Tiberio, suo figliastro, che aveva già dimostrato grandi capacità militari.
In teoria il titolo di Princeps non era ereditario, e infatti Tiberio si recò al Senato dichiarando di non voler accettare il ruolo. Ma era solo teatro: i senatori gli conferirono immediatamente tutti i poteri di Augusto e lo acclamarono imperatore.
Augusto lasciava un'eredità straordinaria: aveva riorganizzato completamente lo Stato, garantito quasi cinquant'anni di pace ai Romani e trasformato Roma nella città più bella del mondo. Il Principato che aveva creato sarebbe durato per secoli.
Con Tiberio iniziava ufficialmente la dinastia Giulio-Claudia e l'età imperiale romana. La Repubblica era ormai solo un ricordo, ma l'Impero che la sostituiva sarebbe diventato il più grande e duraturo della storia.
Eredità immortale: Augusto non solo fondò l'Impero Romano, ma creò un sistema politico così solido che sopravvisse per oltre mille anni!
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L'età di Pompeo e Crasso
Dopo la fine della dittatura di Silla, Roma era un vero caos con rivolte che scoppiavano ovunque. La più preoccupante fu quella nella penisola iberica guidata da Quinto Sertorio, che il Senato affidò a Gneo Pompeo per essere risolta.
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Lo scontro tra patrizi e populares era diventato feroce. Catilina, dopo l'ennesima sconfitta elettorale nel 63 a.C., progettò un colpo di stato armato per occupare Roma. Peccato che Cicerone scoprì tutto e il 21 ottobre svelò la congiura al Senato, facendo arrestare e giustiziare tutti i cospiratori.
Nel 60 a.C. accadde qualcosa di rivoluzionario: Cesare, Pompeo e Crasso strinsero un accordo segreto chiamato Primo Triumvirato. Non era ufficiale, ma funzionava benissimo: Pompeo avrebbe appoggiato Cesare per il consolato del 59 a.C., Cesare avrebbe sostenuto i progetti di Pompeo, e Crasso avrebbe ottenuto vantaggi per gli equites.
Nel 59 a.C. Cesare divenne console e mantenne le promesse. Distribuì terre ai veterani di Pompeo, ridusse di un terzo i canoni che i pubblicani dovevano versare allo Stato (grande regalo a Crasso), e diede terreni anche alla plebe. Il triumvirato funzionava alla perfezione.
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Cesare voleva gloria militare e ricchezze, così ottenne il proconsolato in Gallia. L'occasione perfetta arrivò quando gli Elvezi minacciarono gli Edui, alleati di Roma. Era il pretesto che cercava per iniziare le sue leggendarie campagne galliche.
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Pompeo, dopo il suo secondo consolato, decise di rimanere a Roma invece di governare una provincia. Il Senato lo nominò addirittura "console senza collega" per controllare i disordini in città. Intanto Cesare completava la conquista della Gallia: nel 52 a.C. l'ultimo capo gallico si arrese e l'intera Gallia fu incorporata nell'impero romano.
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La morte di Augusto e la successione di Tiberio
Il 19 agosto del 14 d.C. Augusto morì dopo aver governato per quasi mezzo secolo. Nel suo testamento aveva scelto come successore Tiberio, suo figliastro, che aveva già dimostrato grandi capacità militari.
In teoria il titolo di Princeps non era ereditario, e infatti Tiberio si recò al Senato dichiarando di non voler accettare il ruolo. Ma era solo teatro: i senatori gli conferirono immediatamente tutti i poteri di Augusto e lo acclamarono imperatore.
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L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.