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•
Aggiornato Mar 23, 2026
•
roberta
@roberta_eizp
Il 17 marzo 1861 nasce il Regno d'Italia, ma l'unificazione... Mostra di più







Immagina l'Italia del 1861: appena unita politicamente ma con enormi problemi da risolvere. La rapidità del Risorgimento non ha dato tempo ai cambiamenti sociali necessari.
Il paese era letteralmente indietro su tutto. Il 78% della popolazione era analfabeta (nel Sud si arrivava al 90%), non esisteva una lingua nazionale parlata e le condizioni di vita erano pessime. Malattie come pellagra, malaria e vaiolo facevano strage, mentre l'agricoltura - settore principale - rimaneva poco produttiva.
La Destra Storica guida l'Italia per i primi 15 anni applicando una politica di centralizzazione che diventa "piemontesizzazione". Tutto viene esteso dal Piemonte al resto d'Italia: leggi, amministrazione, personale burocratico.
Nel Sud esplode il malcontento. I contadini speravano che Garibaldi li liberasse dai latifondisti, invece si ritrovano con più tasse e l'obbligo di leva militare. Nasce il brigantaggio: bande organizzate di ex soldati borbonici e contadini che attaccano gli uffici governativi. Il governo risponde con la legge Pica nel 1865, dando pieni poteri all'esercito.
Ricorda: La famosa frase "Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani" non fu mai pronunciata da Massimo d'Azeglio!

L'Italia del 1861 non è ancora completa. Mancano Veneto, Trentino, Venezia-Giulia e Roma - tutti territori fondamentali per l'identità nazionale.
Il Veneto viene conquistato nel 1866 durante la terza guerra d'indipendenza. L'Italia si allea con la Prussia contro l'Austria, ma nonostante la vittoria prussiana, l'esercito italiano fa una pessima figura perdendo a Custoza e Lissa. Risultato: si ottiene solo il Veneto, non Trento e Trieste.
La questione di Roma è più complessa. Pio IX non vuole cedere territorio, Napoleone III protegge il Papa, e il 99% degli italiani è cattolico. Cavour punta sulla diplomazia con il principio "libera chiesa in libero stato", ma fallisce. Nel 1862 Garibaldi tenta una marcia su Roma ma viene fermato all'Aspromonte.
La svolta arriva nel 1870 con la guerra franco-prussiana. Caduto Napoleone III, la Chiesa perde il suo protettore. Il 20 settembre 1870 l'esercito italiano apre la Breccia di Porta Pia e conquista Roma.
Nasce così la "questione romana": Pio IX non riconosce lo stato italiano e invita i cattolici a non partecipare alla vita politica (Non expedit). Dal 1882 l'Italia firma la Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, rompendo la tradizione risorgimentale per necessità strategiche.
Curiosità: L'alleanza con l'Austria, nemico storico, scatena l'irredentismo - il movimento per liberare le "terre irredente" ancora sotto dominio austriaco.

Dal 1882 l'Italia tenta la strada del colonialismo africano, ma è ancora troppo debole. Le prime mosse in Eritrea e Somalia portano al disastro: nel 1887 a Dogali vengono sterminati 500 soldati italiani.
Francesco Crispi rilancia l'espansione coloniale, ma nel 1896 arriva l'umiliazione definitiva ad Adua: 16.000 soldati italiani sterminati dagli etiopi. L'Italia è il primo popolo bianco battuto da un popolo africano.
Intanto esplode la questione sociale. Le condizioni dei lavoratori sono drammatiche: regime alimentare inadeguato, abitazioni fatiscenti, malattie diffuse. Nelle fabbriche si lavora 12 ore al giorno senza tutele, con retribuzioni misere.
I lavoratori reagiscono in modi diversi. Al Sud: ribellioni ed emigrazione massiccia verso USA ed Europa. Al Nord: nascono le leghe contadine (future Federterra nel 1901) e le Camere del lavoro di ispirazione socialista che chiedono giornata lavorativa di 8 ore, aumento salari e tutele sanitarie.
La classe dirigente risponde con la forza. Nel maggio 1898 il generale Bava Beccaris spara sulla folla di manifestanti a Milano: 100 morti e 500 feriti. Tra gli arrestati anche Turati, fondatore del socialismo italiano, condannato a 12 anni.
Punto chiave: Lo sfruttamento è possibile perché c'è sempre qualcuno disposto ad accettare qualsiasi condizione pur di lavorare.

Dopo la crisi di fine secolo (1896-1900) e l'assassinio di Umberto I nel 1900 da parte dell'anarchico Gaetano Bresci, l'Italia cambia rotta. Nel 1901 Giovanni Giolitti diventa ministro degli Interni e inizia a dominare la politica italiana per 15 anni.
Giolitti rappresenta una svolta: invece di reprimere le masse, vuole integrarle nella vita politica. Il suo ragionamento è semplice: l'avanzamento delle masse è inarrestabile, meglio guidare il processo che esserne travolti.
L'industrializzazione italiana decolla proprio in questo periodo. Nascono le banche miste (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano) che finanziano le grandi imprese. Crescono industrie tessili, alimentari, chimiche, siderurgiche, meccaniche (Ansaldo, Tosi, Breda).
Si forma il "triangolo industriale" tra Torino, Milano e Genova. Il Nord-Ovest diventa il motore economico del paese, mentre anche l'agricoltura si modernizza con concimi chimici e bonifiche.
Giolitti di fronte agli scioperi del 1901-1902 non usa la repressione ma il dialogo. Ordina ai prefetti di garantire l'ordine senza soffocare le proteste e nel 1902 approva una legge a tutela del lavoro minorile e femminile.
Strategia vincente: Giolitti capisce che solo migliorando le condizioni di vita si possono risolvere i conflitti sociali, non con la forza.

Giolitti realizza riforme importanti: industrializzazione di Napoli, modernizzazione agricola in Basilicata, acquedotto in Puglia. Nel 1905 nazionalizza le ferrovie creando le Ferrovie dello Stato, e nel 1912 approva il suffragio universale maschile.
La riforma elettorale è rivoluzionaria: possono votare tutti i maschi alfabetizzati sopra i 21 anni, gli analfabeti che hanno fatto il servizio militare, e tutti gli analfabeti sopra i 30 anni. Gli elettori passano dal 9,5% al 25,5% della popolazione.
Nel 1911, però, Giolitti cede alle pressioni coloniali. Nazionalisti, industriali e finanza cattolica (Banco di Roma) spingono per occupare la Libia. Dopo aver ottenuto il via libera dalle potenze europee, il 3 ottobre 1911 l'Italia invade Tripolitania e Cirenaica.
La guerra di Libia si rivela un'impresa costosa e deludente. Il territorio è "uno scatolone di sabbia" senza valore economico, e le popolazioni locali oppongono resistenza fino al 1931. Gli equilibri politici si incrinano: i nazionalisti restano insoddisfatti, i socialisti radicalizzano le posizioni.
La direzione dell'"Avanti!" passa al giovane Benito Mussolini, che introduce uno stile comunicativo diretto e aggressivo.
Conseguenza imprevista: La guerra di Libia, pensata per rafforzare Giolitti, finisce per indebolire tutto il suo sistema politico.

Le elezioni del 1913 si svolgono con il nuovo suffragio universale. Giolitti, per contrastare i socialisti, stipula il Patto Gentiloni con l'Unione elettorale cattolica: i cattolici votano per i liberali in cambio di garanzie su religione nelle scuole, tutela dell'istruzione privata cattolica e opposizione al divorzio.
Giolitti vince le elezioni ma la maggioranza è fragile. Si rafforzano sia i nazionalisti-conservatori che l'estrema sinistra radicale. Il sistema giolittiano entra in crisi quando i radicali rifiutano il Patto Gentiloni e passano all'opposizione.
Gaetano Salvemini accusa Giolitti di essere il "ministro della malavita" per i suoi rapporti clientelari al Sud: accordi con i poteri economici locali per ottenere voti, che portano a brogli, corruzione e immobilismo.
Il 14 marzo 1914 Giolitti si dimette, sostituito dal liberale conservatore Antonio Salandra. Giolitti pensa di poter tornare presto al potere, ma scoppia la Prima guerra mondiale e tutto cambia definitivamente.
L'età giolittiana finisce così: aveva trasformato l'Italia da paese agricolo arretrato a nazione agricolo-industriale, integrato le masse nella politica e modernizzato le istituzioni. Ma le contraddizioni irrisolte - divario Nord-Sud, tensioni sociali, questione cattolica - esploderanno negli anni successivi.
Bilancio finale: Giolitti modernizza l'Italia ma non riesce a risolvere le fratture profonde del paese, che riemergono dopo la Grande Guerra.
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L'applicazione è molto facile da usare e ben progettata. Finora ho trovato tutto quello che cercavo e ho potuto imparare molto dalle presentazioni! Utilizzerò sicuramente l'app per i compiti in classe! È molto utile anche come fonte di ispirazione.
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Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
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Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
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Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
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moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
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L'applicazione è semplicemente fantastica! Tutto ciò che devo fare è inserire l'argomento nella barra di ricerca e ottengo la risposta molto velocemente. Non devo guardare 10 video di YouTube per capire qualcosa, quindi risparmio tempo. Consigliatissima!
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A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
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Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
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roberta
@roberta_eizp
Il 17 marzo 1861 nasce il Regno d'Italia, ma l'unificazione è solo sulla carta. In realtà, il paese deve ancora costruire tutto: dalla società all'economia, dalla cultura alla politica estera.

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Immagina l'Italia del 1861: appena unita politicamente ma con enormi problemi da risolvere. La rapidità del Risorgimento non ha dato tempo ai cambiamenti sociali necessari.
Il paese era letteralmente indietro su tutto. Il 78% della popolazione era analfabeta (nel Sud si arrivava al 90%), non esisteva una lingua nazionale parlata e le condizioni di vita erano pessime. Malattie come pellagra, malaria e vaiolo facevano strage, mentre l'agricoltura - settore principale - rimaneva poco produttiva.
La Destra Storica guida l'Italia per i primi 15 anni applicando una politica di centralizzazione che diventa "piemontesizzazione". Tutto viene esteso dal Piemonte al resto d'Italia: leggi, amministrazione, personale burocratico.
Nel Sud esplode il malcontento. I contadini speravano che Garibaldi li liberasse dai latifondisti, invece si ritrovano con più tasse e l'obbligo di leva militare. Nasce il brigantaggio: bande organizzate di ex soldati borbonici e contadini che attaccano gli uffici governativi. Il governo risponde con la legge Pica nel 1865, dando pieni poteri all'esercito.
Ricorda: La famosa frase "Fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani" non fu mai pronunciata da Massimo d'Azeglio!

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L'Italia del 1861 non è ancora completa. Mancano Veneto, Trentino, Venezia-Giulia e Roma - tutti territori fondamentali per l'identità nazionale.
Il Veneto viene conquistato nel 1866 durante la terza guerra d'indipendenza. L'Italia si allea con la Prussia contro l'Austria, ma nonostante la vittoria prussiana, l'esercito italiano fa una pessima figura perdendo a Custoza e Lissa. Risultato: si ottiene solo il Veneto, non Trento e Trieste.
La questione di Roma è più complessa. Pio IX non vuole cedere territorio, Napoleone III protegge il Papa, e il 99% degli italiani è cattolico. Cavour punta sulla diplomazia con il principio "libera chiesa in libero stato", ma fallisce. Nel 1862 Garibaldi tenta una marcia su Roma ma viene fermato all'Aspromonte.
La svolta arriva nel 1870 con la guerra franco-prussiana. Caduto Napoleone III, la Chiesa perde il suo protettore. Il 20 settembre 1870 l'esercito italiano apre la Breccia di Porta Pia e conquista Roma.
Nasce così la "questione romana": Pio IX non riconosce lo stato italiano e invita i cattolici a non partecipare alla vita politica (Non expedit). Dal 1882 l'Italia firma la Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria, rompendo la tradizione risorgimentale per necessità strategiche.
Curiosità: L'alleanza con l'Austria, nemico storico, scatena l'irredentismo - il movimento per liberare le "terre irredente" ancora sotto dominio austriaco.

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Dal 1882 l'Italia tenta la strada del colonialismo africano, ma è ancora troppo debole. Le prime mosse in Eritrea e Somalia portano al disastro: nel 1887 a Dogali vengono sterminati 500 soldati italiani.
Francesco Crispi rilancia l'espansione coloniale, ma nel 1896 arriva l'umiliazione definitiva ad Adua: 16.000 soldati italiani sterminati dagli etiopi. L'Italia è il primo popolo bianco battuto da un popolo africano.
Intanto esplode la questione sociale. Le condizioni dei lavoratori sono drammatiche: regime alimentare inadeguato, abitazioni fatiscenti, malattie diffuse. Nelle fabbriche si lavora 12 ore al giorno senza tutele, con retribuzioni misere.
I lavoratori reagiscono in modi diversi. Al Sud: ribellioni ed emigrazione massiccia verso USA ed Europa. Al Nord: nascono le leghe contadine (future Federterra nel 1901) e le Camere del lavoro di ispirazione socialista che chiedono giornata lavorativa di 8 ore, aumento salari e tutele sanitarie.
La classe dirigente risponde con la forza. Nel maggio 1898 il generale Bava Beccaris spara sulla folla di manifestanti a Milano: 100 morti e 500 feriti. Tra gli arrestati anche Turati, fondatore del socialismo italiano, condannato a 12 anni.
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Dopo la crisi di fine secolo (1896-1900) e l'assassinio di Umberto I nel 1900 da parte dell'anarchico Gaetano Bresci, l'Italia cambia rotta. Nel 1901 Giovanni Giolitti diventa ministro degli Interni e inizia a dominare la politica italiana per 15 anni.
Giolitti rappresenta una svolta: invece di reprimere le masse, vuole integrarle nella vita politica. Il suo ragionamento è semplice: l'avanzamento delle masse è inarrestabile, meglio guidare il processo che esserne travolti.
L'industrializzazione italiana decolla proprio in questo periodo. Nascono le banche miste (Banca Commerciale Italiana, Credito Italiano) che finanziano le grandi imprese. Crescono industrie tessili, alimentari, chimiche, siderurgiche, meccaniche (Ansaldo, Tosi, Breda).
Si forma il "triangolo industriale" tra Torino, Milano e Genova. Il Nord-Ovest diventa il motore economico del paese, mentre anche l'agricoltura si modernizza con concimi chimici e bonifiche.
Giolitti di fronte agli scioperi del 1901-1902 non usa la repressione ma il dialogo. Ordina ai prefetti di garantire l'ordine senza soffocare le proteste e nel 1902 approva una legge a tutela del lavoro minorile e femminile.
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Giolitti realizza riforme importanti: industrializzazione di Napoli, modernizzazione agricola in Basilicata, acquedotto in Puglia. Nel 1905 nazionalizza le ferrovie creando le Ferrovie dello Stato, e nel 1912 approva il suffragio universale maschile.
La riforma elettorale è rivoluzionaria: possono votare tutti i maschi alfabetizzati sopra i 21 anni, gli analfabeti che hanno fatto il servizio militare, e tutti gli analfabeti sopra i 30 anni. Gli elettori passano dal 9,5% al 25,5% della popolazione.
Nel 1911, però, Giolitti cede alle pressioni coloniali. Nazionalisti, industriali e finanza cattolica (Banco di Roma) spingono per occupare la Libia. Dopo aver ottenuto il via libera dalle potenze europee, il 3 ottobre 1911 l'Italia invade Tripolitania e Cirenaica.
La guerra di Libia si rivela un'impresa costosa e deludente. Il territorio è "uno scatolone di sabbia" senza valore economico, e le popolazioni locali oppongono resistenza fino al 1931. Gli equilibri politici si incrinano: i nazionalisti restano insoddisfatti, i socialisti radicalizzano le posizioni.
La direzione dell'"Avanti!" passa al giovane Benito Mussolini, che introduce uno stile comunicativo diretto e aggressivo.
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Le elezioni del 1913 si svolgono con il nuovo suffragio universale. Giolitti, per contrastare i socialisti, stipula il Patto Gentiloni con l'Unione elettorale cattolica: i cattolici votano per i liberali in cambio di garanzie su religione nelle scuole, tutela dell'istruzione privata cattolica e opposizione al divorzio.
Giolitti vince le elezioni ma la maggioranza è fragile. Si rafforzano sia i nazionalisti-conservatori che l'estrema sinistra radicale. Il sistema giolittiano entra in crisi quando i radicali rifiutano il Patto Gentiloni e passano all'opposizione.
Gaetano Salvemini accusa Giolitti di essere il "ministro della malavita" per i suoi rapporti clientelari al Sud: accordi con i poteri economici locali per ottenere voti, che portano a brogli, corruzione e immobilismo.
Il 14 marzo 1914 Giolitti si dimette, sostituito dal liberale conservatore Antonio Salandra. Giolitti pensa di poter tornare presto al potere, ma scoppia la Prima guerra mondiale e tutto cambia definitivamente.
L'età giolittiana finisce così: aveva trasformato l'Italia da paese agricolo arretrato a nazione agricolo-industriale, integrato le masse nella politica e modernizzato le istituzioni. Ma le contraddizioni irrisolte - divario Nord-Sud, tensioni sociali, questione cattolica - esploderanno negli anni successivi.
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Sudenaz Ocak
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A scuola andavo malissimo in matematica, ma grazie a questa applicazione ora vado meglio. Vi sono molto grato per aver creato questa app.
Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
I quiz E LE flashcard SONO COSÌ UTILI E ADORO Knowunity IA. È ANCHE LETTERALMENTE COME CHATGPT MA PIÙ INTELLIGENTE!! MI HA AIUTATO ANCHE COI MIEI PROBLEMI DI MASCARA!! E ANCHE CON LE MIE VERE MATERIE! OVVIO 😍😁😲🤑💗✨🎀😮
Chiara
utente IOS
Questa app è una delle migliori, nient’altro da dire.
Andrea
utente iOS