Dal Giappone feudale alla potenza moderna
Mentre la Cina collassava, il Giappone fece una scelta opposta. Nel 1853 gli americani imposero l'apertura dei porti giapponesi, ma invece di subire, i mercanti e samurai capirono che dovevano modernizzarsi rapidamente.
La riforma Meiji (1868) fu una rivoluzione dall'alto incredibile: abolizione del feudalesimo, proprietà privata della terra, servizio militare obbligatorio, nuovo sistema fiscale e scuola elementare obbligatoria. In pochi decenni il Giappone si trasformò da paese feudale a potenza industriale.
Il segreto fu l'intervento statale massiccio: lo Stato costruì ferrovie e fabbriche, poi le vendette ai privati creando gli zaibatsu, enormi complessi industriali che domineranno l'economia giapponese del '900.
Contemporaneamente in Cina, il medico Sun Yat-sen fondò il partito Guomindang con un programma di autonomia nazionale, democrazia e uguaglianza sociale. Nel 1912 proclamò la fine dell'impero e l'inizio della repubblica.
Confronto chiave: Mentre la Cina subiva passivamente l'imperialismo occidentale, il Giappone scelse di "occidentalizzarsi" per competere, diventando esso stesso una potenza imperialista.