Il regno di Liutprando
Nel 712 salì al trono Liutprando, il re che portò il regno longobardo al massimo splendore. Il suo obiettivo era ambizioso: unificare tutta la penisola italiana sotto il dominio longobardo.
Per realizzare questo progetto, Liutprando rafforzò il potere regio riducendo l'influenza dei duchi e creando un sistema burocratico solido. Le sue nuove leggi coinvolsero i Latini nell'amministrazione, guadagnandosi il loro appoggio.
In politica estera doveva superare quattro ostacoli: Bizantini, papa, duchi di Spoleto e Benevento, e Franchi. La sua strategia fu geniale: inizialmente si presentò come garante di pace e si sottomise al papa.
Il colpo da maestro arrivò nel 727 con la donazione di Sutri: quando i Bizantini reclamarono i territori conquistati, Liutprando li cedette al papa invece di restituirli. Così nacque il potere temporale della Chiesa e si assicurò l'alleanza papale.
Quando conquistò Ravenna, il papa si allarmò e chiamò i Franchi. Ma Liutprando fu più veloce e si alleò con Carlo Martello. Nel 739, quando il papa chiese di nuovo aiuto ai Franchi, Carlo Martello non si mosse! Liutprando rispettò l'indipendenza di Roma limitandosi a controllare alcuni castelli nei dintorni.
Genialata politica: Liutprando trasformò i nemici in alleati con mosse diplomatiche brillanti!