Società ed Economia Imperiale
La ricchezza era concentrata soprattutto a Roma e in Italia, dove c'era richiesta di beni di lusso che facevano alzare i prezzi. L'economia si basava sullo sfruttamento delle province, ma quando finirono le conquiste (base dell'economia romana), iniziò la decadenza.
Nel II secolo d.C. il divario sociale aumentò vertiginosamente. La società si divise in due classi nette: gli honestiores (cavalieri, senatori, nobili) e gli humiliores (plebei, contadini, artigiani). C'era un fortissimo classismo, specialmente nelle pene: per lo stesso reato, un nobile pagava una multa mentre un povero veniva torturato!
Le città erano abbastanza autonome e autogestite. I decurioni amministravano le finanze locali, mentre i collegia (associazioni di mestiere) organizzavano i lavoratori. I più importanti erano fabri, centonarii e dendrophori, che facevano anche i pompieri!
La mobilità sociale restava molto bassa, anche se l'importanza delle province cresceva. I liberti non potevano aspirare alla politica, ma i loro figli sì. I provinciali nell'esercito ricevevano cittadinanza e terra a fine carriera, ma erano solo l'1% della popolazione.
Attenzione: Nasceva già una crisi schiavistica per il pesante sfruttamento, che porterà al sistema del colonato.