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933
•
Aggiornato Mar 17, 2026
•
Alice Bracciani
@alicebracciani
L'età giolittiana rappresenta uno dei periodi più importanti della storia... Mostra di più









Dopo l'assassinio di Umberto I, Vittorio Emanuele III decide di cambiare completamente rotta rispetto alla politica repressiva del padre. Nel 1901 affida il governo a Giuseppe Zanardelli, che introduce il Codice Zanardelli: addio alla pena di morte, diritto di sciopero riconosciuto e focus sulla rieducazione dei detenuti.
Ma il vero protagonista diventa Giovanni Giolitti nel 1902. Questo politico della "Sinistra costituzionale" ha un approccio geniale: invece di reprimere violentemente gli scioperi, lo Stato deve rimanere neutrale e garantire solo l'ordine pubblico. La sua filosofia? Migliorare le condizioni dei lavoratori per far prosperare tutto il paese.
Le riforme sociali di Giolitti sono impressionanti: assicurazione obbligatoria contro gli infortuni per tutti i lavoratori, protezione per donne e bambini lavoratori, giorno di riposo settimanale. L'istruzione elementare passa dal Comune allo Stato, l'obbligo scolastico si estende fino ai 12 anni per combattere l'analfabetismo.
Curiosità: Giolitti distribuiva gratis il chinino contro la malaria - una vera rivoluzione sanitaria per l'epoca!
Il risultato? La lira italiana diventa così prestigiosa che sui mercati internazionali viene preferita alle monete d'oro. Il bilancio statale va in attivo e crescono i depositi bancari, finanziando lo sviluppo agricolo e industriale.

Giolitti punta tutto sul protezionismo doganale e sulle commesse pubbliche. I risultati sono strepitosi: la produzione agricola raddoppia dopo le bonifiche, mentre nascono colossi come la Fiat nell'automobile, Pirelli nella gomma e si sviluppa l'industria idroelettrica.
La rete ferroviaria si espande con progetti monumentali come il traforo del Sempione. L'Italia acquista la piena proprietà delle linee principali, costruendo nuove tratte che favoriscono lo sviluppo industriale. Peccato che tutto questo progresso si concentri nel centro-nord, lasciando il Mezzogiorno economicamente arretrato.
Proprio questo squilibrio alimenta la "Grande Migrazione": dal 1900 al 1915 ben 9 milioni di italiani lasciano il paese! Le destinazioni preferite sono Argentina e Brasile per i settentrionali, Stati Uniti per i meridionali. Si tratta principalmente di uomini tra 18 e 46 anni, nel pieno delle loro capacità lavorative.
Dato shock: Il biglietto per l'America costava 140-180 lire, equivalenti a 100 giorni di lavoro di un bracciante!
L'emigrazione ha effetti contraddittori: da un lato disgrega le famiglie, dall'altro riduce la disoccupazione e migliora i salari di chi resta. Inizialmente dominata da agenzie poco scrupolose che sfruttavano gli emigranti, viene poi regolamentata con leggi più protettive.

Giolitti capisce che deve coinvolgere le classi operaie e contadine nella politica. Cerca prima un accordo con il Partito Socialista: nel 1903 propone a Turati di entrare nel governo, pensando di neutralizzare le idee rivoluzionarie coinvolgendo i rappresentanti operai. Ma l'ala estremista riprende il controllo e organizza il primo sciopero generale nazionale.
Dopo lo sciopero del 1904, Giolitti cambia strategia e si riavvicina alla Chiesa cattolica. Il cattolicesimo italiano si sta aprendo ai diritti fondamentali: libertà sindacale, legislazione sociale, allargamento del suffragio elettorale.
Emergono figure interessanti come Romolo Murri, sacerdote che fonda nel 1900 un movimento aperto ai problemi sociali dell'industrializzazione. Crede nella conciliazione tra democrazia e religione, tra socialismo e dottrina sociale della Chiesa, fondando la Democrazia cristiana italiana. Ma i papi Leone XIII e Pio X non approvano: vogliono legare il movimento cattolico alla gerarchia ecclesiastica.
Epilogo drammatico: Murri viene eletto deputato nel 1904, sospeso dall'esercizio sacerdotale nel 1907 e scomunicato nel 1909!
In Sicilia Luigi Sturzo pensa invece a un partito laico-cristiano democratico e popolare, autonomo dall'autorità ecclesiastica. Intanto si sviluppano le "leghe bianche" di Guido Miglioli, sindacati cattolici che operano nelle campagne.

Nel 1912 Giolitti introduce una riforma elettorale rivoluzionaria: il voto viene esteso a tutti i maschi over 30 (le donne restano escluse) e si istituisce un'indennità parlamentare per permettere anche ai deputati meno abbienti di entrare in Camera.
Per rafforzare lo schieramento liberale, Giolitti firma il "Patto Gentiloni" con il politico cattolico Vincenzo Ottorino Gentiloni: i cattolici sostengono i deputati liberali, i liberali abbandonano le politiche anticlericali e difendono le scuole cattoliche. Ma il patto non funziona come sperato: crescono i socialisti e molti liberali risultano eletti solo grazie ai voti cattolici.
Sul fronte internazionale, Giolitti trasforma la Triplice Alleanza con Germania e Austria in un patto puramente difensivo, cercando accordi con Francia e Inghilterra. Nel 1911 scatta l'occupazione della Libia: dopo che la Francia invade il Marocco, l'Italia dichiara guerra all'Impero Ottomano il 29 settembre.
La conquista di Tripolitania e Cirenaica non è facile: i libici organizzano una guerriglia e l'Italia risponde con metodi repressivi. Nel 1912 l'Italia attacca direttamente l'Impero Ottomano, occupando Rodi e il Dodecaneso. La pace di Losanna del 12 ottobre 1912 consegna la Libia all'Italia.
Realtà amara: La Libia era praticamente un deserto con poche materie prime. I giacimenti petroliferi verranno scoperti solo dopo la Seconda Guerra Mondiale!
L'impresa libica spacca il Partito Socialista: vengono espulsi i riformisti Bissolati e Bonomi, mentre prevale l'ala rivoluzionaria guidata da un certo... Mussolini.

Nel 1914 Giolitti cede il posto a Salandra, un liberale più moderato. Ma la situazione politica si deteriora: il 7 giugno 1914 ad Ancona, durante una manifestazione socialista, la polizia uccide tre manifestanti. Scoppia uno sciopero generale che dura sette giorni, chiamato "Settimana Rossa": 17 morti, 400 feriti, violenze nelle Marche e in Romagna.
Intanto in Europa gli equilibri si rompono definitivamente. La Germania di Guglielmo II è sempre più aggressiva, mentre si consolidano due blocchi contrapposti: Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia) contro Triplice Intesa (Francia, Inghilterra, Russia).
Le tensioni esplodono nei Balcani, definiti "polveriera d'Europa". L'Austria conquista la Bosnia-Erzegovina violando gli accordi internazionali, mentre la Serbia vuole unire tutti gli slavi del sud. Scoppiano due guerre balcaniche (1912-1913) che ridisegnano la mappa della regione.
Il 28 giugno 1914 a Sarajevo, lo studente serbo Gavrilo Princip uccide l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e la moglie Sofia. L'Austria coglie l'occasione per attaccare la Serbia con un ultimatum durissimo.
L'effetto domino: Russia difende la Serbia, Germania si allea all'Austria, Francia entra con la Russia, Inghilterra con la Francia. In poche settimane l'Europa intera è in guerra!
Il piano tedesco di guerra lampo fallisce: dovevano sconfiggere velocemente la Francia per concentrarsi sulla Russia, ma l'invasione del Belgio incontra una resistenza inaspettata e i tedeschi vengono fermati sulla Marna.

Mentre l'Europa brucia, l'Italia il 2 agosto 1914 dichiara la neutralità. L'Austria aveva consultato solo la Germania prima dell'ultimatum alla Serbia, ignorando completamente il terzo membro della Triplice Alleanza.
Si scatena un durissimo scontro interno tra neutralisti e interventisti. I neutralisti (cattolici e socialisti) sostengono che restando neutrale l'Italia otterrebbe maggiori vantaggi territoriali ed economici senza sacrificare vite umane. Gli interventisti (nazionalisti guidati da D'Annunzio, democratici e Mussolini) vogliono conquistare Trentino e Venezia-Giulia per completare l'unificazione.
Il governo Salandra firma in segreto il Patto di Londra il 26 aprile 1915: l'Italia deve intervenire entro 30 giorni e in cambio otterrà Trentino, Trieste, Gorizia, Istria, Dalmazia e Dodecaneso.
Le "radiose giornate di maggio" 1915 vedono manifestazioni interventiste guidate da Gabriele D'Annunzio. Nonostante la maggioranza parlamentare neutralista legata a Giolitti, Salandra e il re Vittorio Emanuele III sono favorevoli alla guerra.
Il dado è tratto: Il 25 maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria, entrando nel conflitto mondiale.
Inizia così la guerra di posizione sulle trincee. Sul fronte occidentale si stabilizza una linea dal Mare del Nord alla Svizzera, che si estende fino al Trentino dopo l'ingresso italiano. Le trincee diventano il simbolo della Grande Guerra: nate come rifugi provvisori, si trasformano in complesse strutture difensive con ospedali, strade e ferrovie.

La guerra di movimento si trasforma rapidamente in guerra di posizione. Le trincee, scavate per quattro lunghi anni in tutta Europa, diventano il simbolo della Prima Guerra Mondiale. Quello che doveva essere un rifugio temporaneo si trasforma in complesse strutture militari con ospedali da campo, strade e ferrovie.
Sul fronte orientale i russi vengono cacciati da Galizia, Polonia e Lituania con perdite enormi. L'esercito austro-tedesco, aiutato dalla Bulgaria, mette fuori gioco la Serbia e costruisce un fronte continuo dal mar Baltico al mar Egeo.
L'Intesa subisce un altro fallimento nella spedizione dei Dardanelli, ideata da Churchill per riaprire le vie di rifornimento con la Russia. La resistenza turca costringe all'abbandono dell'operazione.
In questo contesto si verifica uno degli episodi più atroci della storia: il genocidio armeno. Gli armeni, popolazione dell'Asia occidentale con identità etnica e religiosa proprie, vengono accusati dai "Giovani Turchi" di collaborare con i russi.
Tragedia dimenticata: Il governo turco pianifica lo sterminio sistematico del popolo armeno, deportando e uccidendo centinaia di migliaia di persone nei deserti della Siria.
La guerra raggiunge dimensioni mondiali: il Giappone dichiara guerra alla Germania per impossessarsi dei possedimenti tedeschi in Estremo Oriente, mentre in Africa le potenze dell'Intesa occupano tutte le colonie tedesche. L'Impero Ottomano si allea con la Germania, estendendo il conflitto fino al Caucaso.
Quello che doveva essere un conflitto breve si trasforma nella Grande Guerra, coinvolgendo masse enormi di uomini e risorse in tutti i continenti.

Dopo il fallimento della guerra lampo tedesca, il fronte occidentale si stabilizza su una linea che si estende dal Mare del Nord ai confini svizzeri, prolungandosi fino al Trentino e alla Venezia Giulia dopo l'ingresso dell'Italia. Si crea una situazione di stallo totale: né gli austro-tedeschi riescono a sfondare, né gli anglo-francesi riescono a contrattaccare efficacemente.
Le trincee evolvono da semplici rifugi a vere e proprie città sotterranee. Diventano sempre più profonde e complesse, circondate da filo spinato, rinforzate con travi di legno, dotate di feritoie e a volte protette da tettoie. Dietro le linee si sviluppano ospedali da campo, strade e ferrovie per il trasporto di armi e rifornimenti.
La guerra si estende anche sui mari: Germania e Inghilterra iniziano una guerra navale nell'Atlantico e nel Pacifico per bloccare i rifornimenti nemici. Vengono utilizzati corsari camuffati da mercantili che attaccano all'improvviso le navi avversarie.
Il conflitto assume davvero dimensioni mondiali quando il Giappone dichiara guerra alla Germania per conquistare i possedimenti tedeschi in Estremo Oriente, occupando il porto cinese di Kiaochow. In Africa, le potenze dell'Intesa occupano sistematicamente tutte le colonie tedesche: Africa sud-occidentale, Togo, Camerun e Africa orientale tedesca.
Dato impressionante: Nel giro di pochi mesi, quello che era iniziato come un conflitto regionale nei Balcani coinvolge quattro continenti e decine di nazioni.
L'ingresso dell'Impero Ottomano a fianco della Germania porta la guerra anche nel Caucaso, completando un quadro di devastazione che cambierà per sempre il volto del mondo.
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Andrea
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L'età giolittiana rappresenta uno dei periodi più importanti della storia italiana del Novecento. Tra il 1901 e il 1914, Giovanni Giolitti trasforma l'Italia con riforme sociali rivoluzionarie e politiche moderne, portando il paese verso la modernizzazione ma anche verso la... Mostra di più

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Dopo l'assassinio di Umberto I, Vittorio Emanuele III decide di cambiare completamente rotta rispetto alla politica repressiva del padre. Nel 1901 affida il governo a Giuseppe Zanardelli, che introduce il Codice Zanardelli: addio alla pena di morte, diritto di sciopero riconosciuto e focus sulla rieducazione dei detenuti.
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Le riforme sociali di Giolitti sono impressionanti: assicurazione obbligatoria contro gli infortuni per tutti i lavoratori, protezione per donne e bambini lavoratori, giorno di riposo settimanale. L'istruzione elementare passa dal Comune allo Stato, l'obbligo scolastico si estende fino ai 12 anni per combattere l'analfabetismo.
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Giolitti punta tutto sul protezionismo doganale e sulle commesse pubbliche. I risultati sono strepitosi: la produzione agricola raddoppia dopo le bonifiche, mentre nascono colossi come la Fiat nell'automobile, Pirelli nella gomma e si sviluppa l'industria idroelettrica.
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Proprio questo squilibrio alimenta la "Grande Migrazione": dal 1900 al 1915 ben 9 milioni di italiani lasciano il paese! Le destinazioni preferite sono Argentina e Brasile per i settentrionali, Stati Uniti per i meridionali. Si tratta principalmente di uomini tra 18 e 46 anni, nel pieno delle loro capacità lavorative.
Dato shock: Il biglietto per l'America costava 140-180 lire, equivalenti a 100 giorni di lavoro di un bracciante!
L'emigrazione ha effetti contraddittori: da un lato disgrega le famiglie, dall'altro riduce la disoccupazione e migliora i salari di chi resta. Inizialmente dominata da agenzie poco scrupolose che sfruttavano gli emigranti, viene poi regolamentata con leggi più protettive.

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Giolitti capisce che deve coinvolgere le classi operaie e contadine nella politica. Cerca prima un accordo con il Partito Socialista: nel 1903 propone a Turati di entrare nel governo, pensando di neutralizzare le idee rivoluzionarie coinvolgendo i rappresentanti operai. Ma l'ala estremista riprende il controllo e organizza il primo sciopero generale nazionale.
Dopo lo sciopero del 1904, Giolitti cambia strategia e si riavvicina alla Chiesa cattolica. Il cattolicesimo italiano si sta aprendo ai diritti fondamentali: libertà sindacale, legislazione sociale, allargamento del suffragio elettorale.
Emergono figure interessanti come Romolo Murri, sacerdote che fonda nel 1900 un movimento aperto ai problemi sociali dell'industrializzazione. Crede nella conciliazione tra democrazia e religione, tra socialismo e dottrina sociale della Chiesa, fondando la Democrazia cristiana italiana. Ma i papi Leone XIII e Pio X non approvano: vogliono legare il movimento cattolico alla gerarchia ecclesiastica.
Epilogo drammatico: Murri viene eletto deputato nel 1904, sospeso dall'esercizio sacerdotale nel 1907 e scomunicato nel 1909!
In Sicilia Luigi Sturzo pensa invece a un partito laico-cristiano democratico e popolare, autonomo dall'autorità ecclesiastica. Intanto si sviluppano le "leghe bianche" di Guido Miglioli, sindacati cattolici che operano nelle campagne.

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Nel 1912 Giolitti introduce una riforma elettorale rivoluzionaria: il voto viene esteso a tutti i maschi over 30 (le donne restano escluse) e si istituisce un'indennità parlamentare per permettere anche ai deputati meno abbienti di entrare in Camera.
Per rafforzare lo schieramento liberale, Giolitti firma il "Patto Gentiloni" con il politico cattolico Vincenzo Ottorino Gentiloni: i cattolici sostengono i deputati liberali, i liberali abbandonano le politiche anticlericali e difendono le scuole cattoliche. Ma il patto non funziona come sperato: crescono i socialisti e molti liberali risultano eletti solo grazie ai voti cattolici.
Sul fronte internazionale, Giolitti trasforma la Triplice Alleanza con Germania e Austria in un patto puramente difensivo, cercando accordi con Francia e Inghilterra. Nel 1911 scatta l'occupazione della Libia: dopo che la Francia invade il Marocco, l'Italia dichiara guerra all'Impero Ottomano il 29 settembre.
La conquista di Tripolitania e Cirenaica non è facile: i libici organizzano una guerriglia e l'Italia risponde con metodi repressivi. Nel 1912 l'Italia attacca direttamente l'Impero Ottomano, occupando Rodi e il Dodecaneso. La pace di Losanna del 12 ottobre 1912 consegna la Libia all'Italia.
Realtà amara: La Libia era praticamente un deserto con poche materie prime. I giacimenti petroliferi verranno scoperti solo dopo la Seconda Guerra Mondiale!
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Nel 1914 Giolitti cede il posto a Salandra, un liberale più moderato. Ma la situazione politica si deteriora: il 7 giugno 1914 ad Ancona, durante una manifestazione socialista, la polizia uccide tre manifestanti. Scoppia uno sciopero generale che dura sette giorni, chiamato "Settimana Rossa": 17 morti, 400 feriti, violenze nelle Marche e in Romagna.
Intanto in Europa gli equilibri si rompono definitivamente. La Germania di Guglielmo II è sempre più aggressiva, mentre si consolidano due blocchi contrapposti: Triplice Alleanza (Germania, Austria, Italia) contro Triplice Intesa (Francia, Inghilterra, Russia).
Le tensioni esplodono nei Balcani, definiti "polveriera d'Europa". L'Austria conquista la Bosnia-Erzegovina violando gli accordi internazionali, mentre la Serbia vuole unire tutti gli slavi del sud. Scoppiano due guerre balcaniche (1912-1913) che ridisegnano la mappa della regione.
Il 28 giugno 1914 a Sarajevo, lo studente serbo Gavrilo Princip uccide l'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e la moglie Sofia. L'Austria coglie l'occasione per attaccare la Serbia con un ultimatum durissimo.
L'effetto domino: Russia difende la Serbia, Germania si allea all'Austria, Francia entra con la Russia, Inghilterra con la Francia. In poche settimane l'Europa intera è in guerra!
Il piano tedesco di guerra lampo fallisce: dovevano sconfiggere velocemente la Francia per concentrarsi sulla Russia, ma l'invasione del Belgio incontra una resistenza inaspettata e i tedeschi vengono fermati sulla Marna.

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Mentre l'Europa brucia, l'Italia il 2 agosto 1914 dichiara la neutralità. L'Austria aveva consultato solo la Germania prima dell'ultimatum alla Serbia, ignorando completamente il terzo membro della Triplice Alleanza.
Si scatena un durissimo scontro interno tra neutralisti e interventisti. I neutralisti (cattolici e socialisti) sostengono che restando neutrale l'Italia otterrebbe maggiori vantaggi territoriali ed economici senza sacrificare vite umane. Gli interventisti (nazionalisti guidati da D'Annunzio, democratici e Mussolini) vogliono conquistare Trentino e Venezia-Giulia per completare l'unificazione.
Il governo Salandra firma in segreto il Patto di Londra il 26 aprile 1915: l'Italia deve intervenire entro 30 giorni e in cambio otterrà Trentino, Trieste, Gorizia, Istria, Dalmazia e Dodecaneso.
Le "radiose giornate di maggio" 1915 vedono manifestazioni interventiste guidate da Gabriele D'Annunzio. Nonostante la maggioranza parlamentare neutralista legata a Giolitti, Salandra e il re Vittorio Emanuele III sono favorevoli alla guerra.
Il dado è tratto: Il 25 maggio 1915 l'Italia dichiara guerra all'Austria, entrando nel conflitto mondiale.
Inizia così la guerra di posizione sulle trincee. Sul fronte occidentale si stabilizza una linea dal Mare del Nord alla Svizzera, che si estende fino al Trentino dopo l'ingresso italiano. Le trincee diventano il simbolo della Grande Guerra: nate come rifugi provvisori, si trasformano in complesse strutture difensive con ospedali, strade e ferrovie.

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La guerra di movimento si trasforma rapidamente in guerra di posizione. Le trincee, scavate per quattro lunghi anni in tutta Europa, diventano il simbolo della Prima Guerra Mondiale. Quello che doveva essere un rifugio temporaneo si trasforma in complesse strutture militari con ospedali da campo, strade e ferrovie.
Sul fronte orientale i russi vengono cacciati da Galizia, Polonia e Lituania con perdite enormi. L'esercito austro-tedesco, aiutato dalla Bulgaria, mette fuori gioco la Serbia e costruisce un fronte continuo dal mar Baltico al mar Egeo.
L'Intesa subisce un altro fallimento nella spedizione dei Dardanelli, ideata da Churchill per riaprire le vie di rifornimento con la Russia. La resistenza turca costringe all'abbandono dell'operazione.
In questo contesto si verifica uno degli episodi più atroci della storia: il genocidio armeno. Gli armeni, popolazione dell'Asia occidentale con identità etnica e religiosa proprie, vengono accusati dai "Giovani Turchi" di collaborare con i russi.
Tragedia dimenticata: Il governo turco pianifica lo sterminio sistematico del popolo armeno, deportando e uccidendo centinaia di migliaia di persone nei deserti della Siria.
La guerra raggiunge dimensioni mondiali: il Giappone dichiara guerra alla Germania per impossessarsi dei possedimenti tedeschi in Estremo Oriente, mentre in Africa le potenze dell'Intesa occupano tutte le colonie tedesche. L'Impero Ottomano si allea con la Germania, estendendo il conflitto fino al Caucaso.
Quello che doveva essere un conflitto breve si trasforma nella Grande Guerra, coinvolgendo masse enormi di uomini e risorse in tutti i continenti.

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Dopo il fallimento della guerra lampo tedesca, il fronte occidentale si stabilizza su una linea che si estende dal Mare del Nord ai confini svizzeri, prolungandosi fino al Trentino e alla Venezia Giulia dopo l'ingresso dell'Italia. Si crea una situazione di stallo totale: né gli austro-tedeschi riescono a sfondare, né gli anglo-francesi riescono a contrattaccare efficacemente.
Le trincee evolvono da semplici rifugi a vere e proprie città sotterranee. Diventano sempre più profonde e complesse, circondate da filo spinato, rinforzate con travi di legno, dotate di feritoie e a volte protette da tettoie. Dietro le linee si sviluppano ospedali da campo, strade e ferrovie per il trasporto di armi e rifornimenti.
La guerra si estende anche sui mari: Germania e Inghilterra iniziano una guerra navale nell'Atlantico e nel Pacifico per bloccare i rifornimenti nemici. Vengono utilizzati corsari camuffati da mercantili che attaccano all'improvviso le navi avversarie.
Il conflitto assume davvero dimensioni mondiali quando il Giappone dichiara guerra alla Germania per conquistare i possedimenti tedeschi in Estremo Oriente, occupando il porto cinese di Kiaochow. In Africa, le potenze dell'Intesa occupano sistematicamente tutte le colonie tedesche: Africa sud-occidentale, Togo, Camerun e Africa orientale tedesca.
Dato impressionante: Nel giro di pochi mesi, quello che era iniziato come un conflitto regionale nei Balcani coinvolge quattro continenti e decine di nazioni.
L'ingresso dell'Impero Ottomano a fianco della Germania porta la guerra anche nel Caucaso, completando un quadro di devastazione che cambierà per sempre il volto del mondo.
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Stefano S
utente iOS
Questa applicazione è davvero grande! Ci sono tantissimi appunti e aiuti con lo studio [...]. La mia materia problematica, per esempio, è il francese e l'app ha così tante opzioni per aiutarmi. Grazie a questa app ho migliorato il mio francese. La consiglio a tutti.
Samantha Klich
utente Android
Wow, sono davvero stupita. Ho appena provato l'app perché l'ho vista pubblicizzata molte volte e sono rimasta assolutamente sbalordita. Questa app è L'AIUTO che cercate per la scuola e soprattutto offre tantissime cose, come allenamenti e schede, che a me personalmente sono state MOLTO utili.
Anna
utente iOS
È bellissima questa app, la adoro. È utilissima per lo studio e mi aiuta molto, anzi moltissimo, ma soprattutto mi aiutano molto i quiz, per memorizzare anche quello che non sapevo
Anastasia
utente Android
Fantastica per qualsiasi materia avere gli appunti anche di altre persone è molto utile perchè posso confrontarmi e vedere come migliorarmi. con i quiz riesco ad apprendere al meglio.
Francesca
utente Android
moooolto utile,gli appunti sono belli e funzionanti,schoolGPT da dei consigli formidabili!!
Marianna
utente Android
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Sudenaz Ocak
utente Android
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Greenlight Bonnie
utente Android
Knowunity è un applicazione fantastica,considerando che ha degli schemi veramente molto carini e sfiziosi e che ci sono dei quiz,oltre al fatto che questa cosa dell intelligenza artificiale "school gpt" è almeno per me molto utile, perché a differenza di Chatgpt ti da le spiegazioni, ti spiega ciò che non è chiaro! Posso studiare più velocemente tramite gli schemi e che posso pubblicare io stessa gli schemi è una funzione utilissima per gli altri studenti. Knowunity è PERFETTA
Aurora
utente Android
L’app funziona benissimo e puoi trovare qualsiasi tipo di informazione. Non ho l’abbonamento ma la parte gratuita è sufficiente per uno studio approfondito.
Martina
utente iOS
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Chiara
utente IOS
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Andrea
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