Il Cinquecento e Donato Bramante
Il Cinquecento segna l'apogeo dell'arte rinascimentale italiana. Le tecniche sviluppate nel Quattrocento raggiungono finalmente la piena maturità, ed è per questo che parliamo di "Rinascimento maturo". Il principale committente artistico diventa lo Stato Pontificio, con il Papa come grande mecenate.
Il simbolo di questo cambiamento è il rifacimento della basilica di San Pietro, un progetto che durerà quasi duecento anni. La vecchia basilica paleocristiana viene completamente abbattuta e ricostruita, diventando l'emblema del '500.
Donato Bramante è l'architetto che meglio rappresenta questa transizione tra '400 e '500. Nato nel Ducato di Urbino, si forma come pittore ma diventa un genio dell'architettura. La sua abilità speciale? Coniugare perfettamente pittura e architettura, creando incredibili illusioni ottiche.
Curiosità: Bramante riesce a "dipingere" l'architettura, creando spazi che in realtà non esistono!
La chiesa di Santa Maria presso San Satiro a Milano è il suo primo capolavoro. Doveva trasformare una chiesa a "T" in una croce greca, ma una strada impediva la costruzione del quarto braccio. La soluzione? Lo dipinge creando un'illusione di profondità incredibile con soli 90 cm di spazio reale.











