La seconda guerra punica e la fine di Cartagine
La seconda guerra punica fu caratterizzata dalle imprese di Annibale Barca. Il generale cartaginese, figlio di Amilcare, guidò l'esercito attraverso le Alpi per attaccare Roma in Italia. Il suo piano era di spezzare la lega italica, sperando che le popolazioni sottomesse a Roma si sarebbero unite a lui.
Highlight: La traversata delle Alpi con gli elefanti da parte di Annibale è rimasta celebre nella storia militare.
Annibale ottenne importanti vittorie sul Ticino, sulla Trebbia, al Lago Trasimeno e soprattutto a Canne nel 216 a.C. Tuttavia, la strategia temporeggiante di Quinto Fabio Massimo e la controffensiva di Scipione in Africa portarono alla sconfitta cartaginese a Zama nel 202 a.C.
Example: La tattica di Fabio Massimo, detta "temporeggiamento", consisteva nell'evitare lo scontro diretto con Annibale, logorando il suo esercito.
La terza guerra punica fu voluta dai Romani per eliminare definitivamente la rivale cartaginese. Dopo tre anni di assedio, nel 146 a.C. Cartagine fu rasa al suolo e il suo territorio divenne la provincia romana d'Africa.
Quote: "Delenda Carthago" (Catone il Censore) - "Cartagine deve essere distrutta"
La distruzione di Cartagine segnò la fine delle guerre puniche e l'affermazione definitiva di Roma come potenza dominante nel Mediterraneo occidentale, aprendo la strada alla sua successiva espansione verso l'Oriente.



