Le teorie politiche: separazione dei poteri e contratto sociale
Nel 1748 Montesquieu pubblica "Lo spirito delle leggi", un'opera che cambierà per sempre il pensiero politico. La sua idea rivoluzionaria? La storia non dipende dal caso o da Dio, ma dalle azioni concrete degli esseri umani.
Montesquieu analizza tre sistemi politici: dispotismo (utile per territori vasti), monarchia (per territori medi) e repubblica (per Stati piccoli). La sua conclusione è geniale: ogni sistema può funzionare, ma repubblica e monarchia devono garantire la separazione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) per evitare l'assolutismo.
Jean-Jacques Rousseau prende una strada diversa. Nel "Discorso sull'origine della disuguaglianza" (1755) sostiene che la vera uguaglianza esisteva solo nello stato di natura, prima che la proprietà privata rovinasse tutto.
Nel 1762, con "Il contratto sociale", Rousseau propone la soluzione: ricostruire la società con un accordo libero tra tutti i membri. Gli individui rinunciano agli interessi personali per il bene comune, diventando sia cittadini (titolari della sovranità) sia sudditi (soggetti alle leggi comuni).
La sovranità popolare di Rousseau è un'idea esplosiva: il potere appartiene al popolo, che lo delega a rappresentanti con compiti limitati.
💡 Attualissimo: Le idee di Montesquieu e Rousseau sono alla base delle democrazie moderne!