A Zacinto
Hai mai provato nostalgia per un posto che ami ma che non puoi raggiungere? Foscolo scrive "A Zacinto" a Milano, deluso dalla politica napoleonica, con il presentimento di non rivedere mai più la sua isola natale.
Il sonetto inizia con "Né più mai toccherò le sacre sponde" - una certezza dolorosa che segna tutto il componimento. Zacinto è descritta come un'isola bellissima che si specchia nelle onde del mar greco, legata al mito di Venere che qui nacque dalle acque.
Foscolo si paragona a Ulisse, eroe omerico che dopo tante avventure riuscì a tornare nella sua Itaca. Ma il destino del poeta è diverso: alla sua terra materna lascerà solo il ricordo attraverso la poesia, mentre a lui è destinata una "illacrimata sepoltura" in terra straniera.
💡 Nota bene: Il confronto con Ulisse rende ancora più drammatico il destino di Foscolo - l'eroe antico tornò a casa, il poeta moderno no!
In Morte del Fratello Giovanni
A volte la vita ci colpisce con tragedie inaspettate. Foscolo scrive questo sonetto dopo il suicidio del fratello Giovanni, morto a vent'anni a Venezia per un debito di gioco - un evento che sconvolge profondamente il poeta.
Il sonetto esprime il desiderio di Foscolo di visitare la tomba del fratello, se mai smetterà di "fuggire di gente in gente". La madre, rimasta sola, parla con le ceneri del figlio morto e ricorda l'altro figlio lontano.
Il poeta si rivolge direttamente al fratello, riconoscendo le sue sofferenze e pregando di trovare la stessa pace. L'ultimo verso è un appello disperato: "almen le ossa rendete / allora al petto della madre mesta" - almeno nella morte, che le ossa possano tornare dalla madre.
💡 Ricorda: Questo sonetto mostra il Foscolo più intimo e umano, colpito dal dolore familiare oltre che dalle vicende storiche.