Le subordinate sostantive: oggettive, soggettive, interrogative e dichiarative
Iniziamo con le subordinate sostantive, quelle che funzionano come veri e propri "pezzi" della frase principale. Sono probabilmente le più facili da riconoscere perché rispondono tutte alla domanda "che cosa?".
La subordinata oggettiva fa da complemento oggetto: "Pensava che fosse troppo presto". La soggettiva invece diventa il soggetto di frasi impersonali: "È meglio che tu sia presente". Entrambe si introducono con "che" nella forma esplicita, mentre in quella implicita usano "di" + infinito.
Le interrogative indirette esprimono domande senza punto interrogativo e dipendono da verbi come "chiedere" o "non sapere": "Ci chiese dove fossimo stati". Le dichiarative spiegano o precisano un termine della reggente: "Ti prometto questo: che non ti lascerò solo".
Trucco per ricordarle: Se puoi sostituire la subordinata con "questo" o "questa cosa", probabilmente è una sostantiva!



































