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Testo narrativo

27/10/2022

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La struttura del racconto
Il testo narrativo riferisce una storia, cioè una serie di eventi collegati tra loro
Fabula: Gli eventi narrati se

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La struttura del racconto Il testo narrativo riferisce una storia, cioè una serie di eventi collegati tra loro Fabula: Gli eventi narrati seguono la cronologia reale del loro svolgersi e quindi della loro concatenazione logico-casuale. • Intreccio: Gli eventi narrati sono narrati secondo una successione arbitraria voluta dall'autore. L'ordine degli eventi non è quindi presentato al lettore secondo l'effettiva concatenazione logica-cronologica ESPEDIENTI NARRATIVI • Prolessi: anticipazione di eventi che dovranno accadere in futuro • Analessi: rievocazione, ad un certo punto del racconto, di vicende accadute nel passato La struttura narrativa ● ● ● Situazione inziale: presenta i luoghi, i personaggi e la loro condizione. È il punto di partenza della Fabula. Incipit può coincidere con: INIZIO DELLA FABULA O INIZIO IN MEDIAS RES Esordio: modifica la situazione iniziale dando il via allo sviluppo della narrazione. Peripezie: i protagonisti della vicenda vivono varie avventure e al termine di esse si giunge al culmine dell'intreccio con la SPANNUNG, il momento di massima tensione. Scioglimento: è l'epilogo del racconto che mette fine alle peripezie Lieto fine: ripristino della situazione iniziale o ottenimento di una condizione migliore Catastrofe: morte o fallimento del protagonista Finale aperto: non presenta un esito definitivo della vicenda L'inizio e la fine ● Inizio: consente al lettore di entrare nella storia Inizio descrittivo: la narrazione inizia con una descrizione, anche molto dettagliata, dell'ambiente della vicenda Inizio narrativo: l'attenzione dell'autore...

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Didascalia alternativa:

è rivolta immediatamente alle azioni del personaggio che fanno da motore alla vicenda, Inizio in medias res: cala immediatamente il lettore nel pieno dell'azione ● Fine: è il momento in cui l'opera trae le sue conclusioni Finale con morale: propone un insegnamento o un ragionamento articolato con una funzione morale Finale tragico: costituisce spesso il momento di massima tensione narrativa in cui si consuma il dramma delle vicende Finale aperto: è una conclusione che lascia allo scrittore la possibilità di inventare nuove avventure o al lettore di immaginare un proseguimento della storia Finale narrativo: è una conclusione completa in cui il narratore si sofferma a raccontare con molti particolari gli avvenimenti finali della storia, esaminando il destino del protagonista e di tutti gli altri personaggi Finale tronco: è un finale improvviso che interrompe la narrazione senza dare particolari sul destino dei personaggi Finale a sorpresa: si ha quando la chiusura del racconto ribalta completamente ciò che il lettore aveva creduto di capire fino a quel momento. Le sequenze Sequenze: unità minima di testo con caratteristiche omogenee, caratterizzate dalla presenza degli stessi personaggi e della stessa unità di tempo • Sequenze descrittive: delineano le caratteristiche di luoghi e personaggi. Sono sequenze statiche perché con esse si verifica una temporanea sospensione della progressività dei fatti • Sequenze dialogate: registrano i dialoghi tra i personaggi. Sono sequenze dinamiche perché grazie ad esse si verifica una progressione del tempo della storia ● Sequenze narrative: riportano azioni e accadimenti. Sono di tipo dinamico, decisive per la progressione dell'intreccio e per l'evolversi delle situazioni narrative • Sequenze riflessive: riportano i pensieri e le riflessioni dei personaggi o del narratore. Sono di tipo statico e svolgono un ruolo fondamentale per mettere in luce l'interiorità dei personaggi. • Sequenze miste: presentano elementi riconducibili a due o più tipologie mescolate insieme. Ritmo: dipende dalle scelte e dal montaggio delle sequenze: ● Sequenze dinamiche: ritmo accelerato • Sequenze statiche: ritmo lento Il narratore narratore: la voce che racconta un testo narrativo, è uno degli ingranaggi più importanti del meccanismo narrativo • Narratore interno: è un personaggio presente all'interno della storia • narratore esterno: non coincide con un personaggio della storia e riporta i fatti senza esserne coinvolto • narratore onnisciente: è colui che conosce già tutti i fatti e le condizioni dei personaggi Narratore Palese: è una presenza ingombrante e facilmente conoscibile, interviene spesso Narratore nascosto: tende a sparire dietro agli eventi che racconta Focalizzazione La focalizzazione è la prospettiva con cui è presentata la storia • Focalizzazione zero: la voce narrante non assume alcun punto di vista ristretto. È l'ottica del narratore onnisciente, poiché priva di punto di vista. Questo tipo di narratore è in grado si esporre eventi che accadono contemporaneamente in luoghi diversi • Focalizzazione interna: è la presentazione dei fatti secondo un particolare punto di vista, proprio di chi agisce o è presenta all'azione che viene raccontata. È una prospettiva parziale e ristretta Fissa: quando il narratore adatta il punto di vista di un solo personaggio, e rimane costante per tutta la durata della storia Variabile: quando il narratore adotta il punto di vista di diversi personaggi Multipla: quando vengono adottati punti di vista di diversi personaggi per raccontare lo stesso fatto • Focalizzazione esterna: corrisponde allo sguardo di un narratore esterno alla storia, uno spettatore che si limita a registrare ciò che vede senza mai intervenire con commenti o giudizi I personaggi Personaggio: fondamentale per la storia, può essere definito come una combinazione di tratti psicofisici e di azioni compiute durante la storia. Ogni personaggio deve essere presentato: • Presentazione indiretta: quando non c'è una vera e propria sequenza dedicata alla presentazione del personaggio e quindi tutte le sue caratteristiche vanno assimilate leggendo la storia ● Presentazione diretta: quando viene fornito un vero e proprio ritratto di un personaggio Strategie per la presentazione diretta: Personaggio introdotto dal narratore: il narratore esterno alla storia presenta il personaggio •Autopresentazione del personaggio: il narratore interno presenta sé stesso descrivendo il suo carattere e l'aspetto fisico Presentazione compiuta da un alto personaggio: un personaggio della storia ne presenta un altro dal proprio punto di vista Attraverso la presentazione di un personaggio l'autore ne tratteggia e inquadra un carattere che può concentrarsi sull'aspetto fisico, la psicologia, il contesto sociale di appartenenza o le idee e la storia personale I personaggi formano un sistema di relazione che sta al centro dei meccanismi narrativi. Ci sono tre diverse categorie: • Principali: quando svolgono i ruoli fondamentali • Secondari: quando aiutano i personaggi principali durante le loro avventure • Comparse: sono prive di qualunque influsso sullo sviluppo dell'intreccio Protagonista: è il personaggio principale collocato al centro della trama ed è determinato a raggiungere un obbiettivo . È affiancato da un aiutante che lo aiuta Antagonista: si oppone al protagonista ostacolandolo nelle azioni impedendogli di portare a termine i propri obbiettivi ● È affiancato da un oppositore che lo aiuta In base alla profondità psicologica con cui vengono caratterizzati dall'autore, i personaggi possono essere: • Individui: figure piene di sfaccettature, con un carattere complesso e in continua evoluzione. Sono personaggi dinamici e possono essere chiamati anche personaggi a tutto tondo • Tipi: figure poco approfondite che non si evolvono durante lo svolgimento della storia. Possono anche essere chiamati personaggi piatti La durata La durata è il secondo parametro fondamentale per descrivere il trattamento del tempo all'interno delle opere narrative. Riguarda il rapporto tra due dimensioni: • Il tempo della storia: compone l'orizzonte temporale entro il quale si svolgono gli eventi narrati • Il tempo del racconto: cioè lo spazio che l'autore dedica a determinati avvenimenti o descrizioni. I principali fenomeni di durata riguardo i diversi rapporti che si possono creare tra il tempo della storia e quello del racconto sono: Ellissi: avviene quando il tempo del racconto si ferma, mentre quello della storia continua (oppressione di un evento non importante per la storia) Sommario: si ha quando il tempo della storia scorre più velocemente del tempo del racconto Scena: quando il tempo del racconto e quello della storia coincidono • Analisi: quando il tempo della storia scorre più lentamente del tempo del racconto • Pause: quando il tempo della storia si ferma, mentre quello del racconto procede La frequenza La frequenza è l'ultima categoria legata al tempo e alla narrazione e riguarda la distinzione tra: Eventi unici: che avvengono una sola volta in una porzione di tempo definita Eventi iterativi: si verificano più volte senza poter inquadrare un tempo preciso in cui avvengono • Frequenza singolativa: il testo descrive eventi unici e avvenuti in un determinato momento del tempo Frequenza iterativa: il testo rappresenta eventi abituali o ripetuti nel tempo I luoghi Lo spazio è una delle coordinate fondamentali della nostra esistenza. I luoghi in cui gli scrittori ambientano le loro storie possono essere suddivisi in tre tipologie in base al loro rapporto con la realtà: • Luoghi reali: quando le azioni dei personaggi sono collocati in spazi che esistono nella realtà e che vengono riprodotti nell'opera in modo dettagliato • Luoghi realistici: quando l'autore sceglie d0069 ambientare le sue storie in luoghi inventati ma verosimili • Luoghi immaginari: quando vengono interamente creati dall'immaginazione dell'autore e presentano caratteristiche che è impossibile incontrare nella realtà Le descrizioni spaziali variano a seconda del loro grado di oggettività: • Forte impersonalita: vengono fornite informazioni sullo spazio in modo neutro • Attraverso gli occhi di un personaggio: dipende dal punto di vista particolare e soggettivo di un determinato personaggio • In relazione con lo stato psicologico ed emotivo di un personaggio: i luoghi descritti si caricano di significati che contrastano o si uniformano all'umore e ai pensieri del personaggio che li descrive I luoghi possono essere distinti in base a delle opposizioni che possono avere diversi significati: ALTO/BASSO: l'altezza è associata all'ascesi, al bene e alla purificazione, mentre i luoghi bassi rimandano al male, alla morte o a segreti rimossi e sepolti APERTO/CHIUSO: gli spazi aperti simboleggiano avventura e viaggi verso l'ignoto, mentre gli spazi chiusi richiamano il focolare domestico, il riposo e il ripario dal pericolo La citazione e il resoconto • La citazione: si ha quando le parole di uno o più personaggi sono riportate testualmente sotto forma di dialoghi in discorso diretto. Esso può avere varie forme: Il dialogo: costituito dallo scambio di battute tra due o più personaggi ● ● Lo stile Lo stile è l'insieme delle scelte linguistiche compiute dall'autore. Gli aspetti linguistici non sono un modo per abbellire i contenuti, ma modificano i significati e i valori espressivi legati a: • Il resoconto:si ha quando le parole di uno o più personaggi sono riferiti e quindi rielaborati dal narratore senza l'uso di virgolette, può configurarsi come: · Discorso indiretto: è di solito introdotto da verbi come pensare, chiedere, rispondere, ecc. • Discorso indiretto libero: pur senza l'uso di virgolette, i verbi introduttivi vengono sottintesi e il narratore riferisce i pensieri e le parole dei personaggi inserendoli della sua narrazione ma adottando il loro punto di vista e con modalità espressive che sono loro proprie. Discorso raccontato: quando si comunica un breve intervento dal narratore o il senso di un personaggio Il monologo: quando un personaggio si rivolge direttamente ad un interlocutore che, pur essendo presente, non risponde e si limita ad ascoltare. Il soliloquio: quando il personaggio parla in prima persona tra sé e sé con un interlocutore immaginario, senza che eventuali presenti lo ascoltino Il flusso di coscienza: quando pensieri e ricordi sono riportati dal narratore così come si presentano nel libero e casuale fluire nella mente di un personaggio intenzioni personali dell'autore genere letterario carattere dei personaggi ● altri parametri interni o esterni all'opera i piani stilistici sono legati a diversi aspetti della lingua: -il lessico; -la sintassi; -le figure retoriche; -i registri linguistici. Lessico Consiste nella scelta delle parole con cui l'autore compone il testo letterario. I principali tipi di lessico sono: ● • Lessico aulico: basato sulla scelta di parole difficili, rare e altisonanti. L'autore può servirsi di: • · Arcaismi: forme e parole di uso antico Latinismi: espressioni che derivano dal latino. • Lessico medio: si caratterizza per l'adozione della lingua di uso comune nell'epoca a cui appartiene il narratore. Le parole non sono troppo alte e ricercate ma non scadono mai nell'informale. • Lessico basso: rimanda ad una comunicazione spiccia e non troppo elaborata. Le espressioni sono ricavate da: Gerghi: linguaggi caratteristici di gruppi sociali particolari, Dialettismi: termini derivati da dialetti, linguaggio volgare: usato per connotare la comunicazione in modo basso e scurrile • Lessico misto: è costituito dall'accostamento di parole appartenenti a registri diversi. Sintassi È l'insieme delle norme che regolano la combinazione delle parole all'interno della proposizione che formano un periodo. Essa ha un ruolo fondamentale nella scrittura poiché conferisce il ritmo di base. La sintassi può essere organizzata secondo due modalità a seconda della tipologia dei rapporti che legano le proposizioni nel periodo: ● ● ● Registri Linguistici Il registro è l'insieme delle scelte linguistiche che un individuo compie in base alla situazione comunicativa in cui è immerso. La selezione del registro è inconsapevole e spontanea ma segue uno schema preciso. Registro alto: contraddistinto dall'uso di una prosa raffinata, Complessa e di difficile comprensione. prevede un lessico formale, la sintassi elaborata e perlopiù ipotattica e c'è un largo uso delle figure retoriche. ● PARATASSI: predilige rapporti di coordinazione tra le frasi, legate da congiunzioni coordinative (= polisindeto) o giustapposizioni senza l'ausilio di una congiunzione (=asindeto). IPOTASSI: presenta periodi in cui abbandonano le frasi subordinate. Essa rende la psicologia dei personaggi più complessa per il suo carattere articolato e complesso ● Sintassi nominale: quando le frasi sono costruite da una serie di sostantivi accompagnati dai relativi modificatori in assenza di verbi di modo finito. Registro medio: combina una serie di tratti stilistici standard che non risultano marcati né verso l'alto e né verso il basso. Esso è accompagnato dall'uso di una sintassi piana e paratattica. L'uso delle figure retoriche è limitato e non pregiudica mai la chiarezza del testo. Registro basso: rimanda ad un genere di comunicazione informale e poco elaborato. Esso può riprodurre i modi del discorso orale utilizzato nelle comunicazioni ordinarie o scendere verso la volgarità e il turpiloquio. Figure retoriche Le figure retoriche sono degli artifici stilistici usati per divulgare determinati significati e per valorizzare l'argomentazione. ● Esse possono essere usate in ogni tipo di testo e si dividono in tre categorie: Figure di parola Figure di pensiero Tropi ● Figure di parola: sono configurazioni linguistiche che conferiscono intensità espressiva al testo e ne rafforzano l'efficacia argomentativa. + Ripetizione: raddoppiamento ravvicinato di una o più parole Anfora: ripetizione di una o più parole all'inizio della frase Climax: successione di parole che amplificano l'intensità dei concetti ● Anticlimax: diminuisce l'intensità Enumerazione: accostamento di parole o gruppi di parole in un elenco che può essere ordinato o caotico. Figure di pensiero: riguardano i significati del testo. Organizzano e connettono i significati in schemi riconoscibili, arricchendo la struttura logica rendendola più coinvolgente per il lettore. Antitesi: accostamento di espressioni che rappresentano concetti opposti. Ossimoro: accostamento paradossale di due termini dal significato opposto. Similitudine: paragone tra due esseri (animati o inanimati), introdotto solitamente dalla congiunzione "come".