Le novelle più famose: storie d'amore tragico
Tancredi e Ghismunda è una delle novelle più drammatiche del Decameron. Ghismunda, figlia del principe Tancredi, ama segretamente Guiscardo, un servo di suo padre. Quando il padre scopre la relazione, fa uccidere l'amante e ne manda il cuore alla figlia, che si suicida bevendo veleno.
Il momento più innovativo è il discorso di Ghismunda al padre: difende il suo diritto di amare, dice che anche lei ha diritto alla felicità e che non si deve giudicare Guiscardo per la sua condizione sociale. Parole rivoluzionarie per l'epoca!
Lisabetta da Messina presenta una situazione simile: anche lei ama un sottoposto, Lorenzo, che viene ucciso dai fratelli per proteggere la reputazione della famiglia mercantile. Lisabetta dissotterra la testa dell'amato e la conserva in un vaso di basilico, innaffiandolo con le sue lacrime.
Confronto importante: Ghismunda è nobile e muore con dignità, Lisabetta è borghese e la sua follia d'amore è più popolare e melodrammatica.
Entrambe le novelle mostrano come l'amore tragico sia riservato alle classi elevate, mentre quello popolare tende più verso il comico o il patetico.