La Trama e l'Espediente del Manoscritto
Manzoni usa un trucco letterario molto furbo: finge di aver trovato un vecchio manoscritto del Seicento scritto in una lingua difficile da capire. Decide quindi di riscriverlo in italiano moderno per i suoi lettori.
Questo espediente crea tre diversi narratori: Renzo che ha raccontato la storia, lo scrittore del '600 che l'ha messa per iscritto, e Manzoni stesso che la traduce. È come un gioco di scatole cinese dove ogni narratore passa la storia al successivo!
Il 7 novembre 1628, don Abbondio sta facendo la sua solita passeggiata serale recitando le preghiere. È un prete tranquillo che ama la routine e odia i problemi. Quando arriva a un bivio con una cappelletta, vede due bravi (i sicari dell'epoca) che lo stanno aspettando.
Nota bene: I bravi erano mercenari violenti al servizio dei potenti. Le "gride" (le leggi dell'epoca) li proibivano, ma nessuno le rispettava!
I due sgherri gli intimano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia il giorno dopo. Don Abbondio, terrorizzato, accetta senza opporre resistenza.











