Il Decadentismo: origini e visione del mondo
Il termine "Decadentismo" deriva dal primo verso della poesia "Languore" di Paul Verlaine, pubblicata nel 1883 sul periodico parigino "Le Chat Noir". In questa poesia, l'autore si identifica con l'atmosfera di stanchezza spirituale dell'Impero Romano alla fine della sua decadenza.
Inizialmente usato dalla critica in senso dispregiativo, il termine venne orgogliosamente adottato dai gruppi d'avanguardia come simbolo di privilegio spirituale. Questi intellettuali si contrapponevano alla mentalità borghese, ostentando atteggiamenti bohémiens e ispirandosi al modello "maledetto" di Baudelaire.
La visione del mondo decadente rifiuta il positivismo e la sua fiducia nella scienza e nel progresso. Per i decadenti, la realtà è avvolta dal mistero e non può essere compresa attraverso la ragione, ma solo intuita tramite oscure analogie e corrispondenze tra le cose. Queste corrispondenze coinvolgono anche l'uomo, creando una misteriosa unità tra io e mondo.
💡 I decadenti cercano di raggiungere l'essenza segreta della realtà attraverso stati alterati di coscienza come la malattia, la follia, il sogno e l'allucinazione, spesso provocati artificialmente con alcol o droghe.
Un atteggiamento tipico è il panismo, ovvero la fusione e immedesimazione dell'individuo con la natura. Un altro stato privilegiato sono le epifanie: momenti in cui un particolare apparentemente insignificante della realtà si carica improvvisamente di un misterioso significato, come un messaggio proveniente da un'altra dimensione.











