I pastori - La nostalgia della terra d'Abruzzo
Settembre è arrivato, ed è tempo di migrare. D'Annunzio ci trasporta in Abruzzo, dove i pastori stanno per iniziare la transumanza - quel viaggio millenario dai pascoli di montagna verso il mare che si ripete ogni autunno.
La poesia segue tutto il percorso: i pastori lasciano gli stazzi (i recinti per il bestiame), bevono dalle fonti alpine per portare con sé il sapore della terra natia, e si preparano con bastoni di nocciolo per il lungo cammino. Percorrono il tratturo antico, quella strada formata nei secoli dal passaggio delle greggi, seguendo le tracce dei loro padri.
Il momento più emozionante arriva quando avvistano il mare: c'è l'entusiasmo di chi ha quasi completato il viaggio. Sulla costa tutto è pace - non c'è vento, le pecore si mescolano con la sabbia tanto sono chiare, si sentono i rumori dolci delle onde e degli zoccoli.
📍 Ricorda: Il tratturo era il sentiero battuto dalle greggi durante la transumanza, un fenomeno ancora presente in Abruzzo che rappresentava la vita tradizionale dei pastori.
L'ultimo verso è una domanda retorica che racchiude tutta la nostalgia: "Ah perché non son io co' miei pastori?" D'Annunzio esprime il desiderio di tornare alle origini, alla semplicità di una vita in armonia con i ritmi della natura.











