Virgilio e il Suo Tempo
Virgilio non era solo un poeta, ma un vero intellettuale di corte! Visse nel I secolo a.C., quando Roma stava vivendo il suo momento di massimo splendore sotto Augusto. Faceva parte del Circolo di Mecenate, un gruppo di artisti che sostenevano la propaganda imperiale.
L'Eneide fu commissionata direttamente da Augusto per un motivo preciso: Roma aveva bisogno di un mito di fondazione più nobile del fratricidio di Romolo e Remo. Attraverso Enea, discendente della dea Venere, Roma poteva vantare origini divine e eroiche. Inoltre, questo collegamento con Troia metteva Roma sullo stesso piano culturale della Grecia.
Quando Virgilio morì nel 19 a.C. (durante un viaggio di ritorno dalla Grecia), l'opera non era ancora finita. Aveva persino chiesto di bruciarla! Fortunatamente i suoi amici non rispettarono questa volontà e pubblicarono il poema.
Il proemio dell'Eneide è geniale: inizia con "Arma virumque cano" (canto le armi e l'uomo), unendo i temi dell'Iliade e dell'Odissea. Virgilio non nomina subito Enea, creando suspense, e pone subito l'accento sul fato e sull'ira di Giunone.
💡 Curiosità: Lo stile di Virgilio riprende i poemi omerici ma con una sensibilità tutta romana - più attenzione alla psicologia dei personaggi e alle emozioni.